Chiedere le vacanze al lavoro è diventata un’enorme fonte di stress e ansia per le persone.
La generazione più colpita?

I millennial.
Ovviamente se lasciamo perdere la generazione Z (1997-2010) che sono per la maggior parte molto giovani.

Ma i millennial? Nati fra il 1981-1996, alcuni hanno già quasi 40 anni e anche i più giovanissimi hanno comunque già 25 anni.

Moltissimi sono già genitori con figli, ma non così tanto come un tempo perchè l’età in cui si diventa genitori in Italia sia ha subito un aumento negli ultimi anni, sia è una delle più alte d’Europa.

Ma non è questo il punto principale.
Parliamo di questo fenomeno, che ha preso il nome (ovviamente inglese) di “vacation shaming”, ovvero tradotto avrebbe il significato di “umiliazione delle vacanze”.

Si tratta proprio di una sensazione di ansia e stress nel chiedere le ferie provocate da diversi fattori.
Vediamo quante persone ne “soffrono” (sottolineo le virgolette) e quali sono i fattori di stress.

Sei millennial su dieci provano ansia e stress nel chiedere le vacanze perchè:
• non vogliono andare in contrasto con i colleghi
• non vogliono creare conflitti con i manager
• hanno paura di creare conseguenze negative nel lavoro.

Poi c’è anche:
• l’ansia dell’organizzazione del viaggio in attesa della conferma delle ferie e i possibili ritardi •i problemi del budget e dei costi
•la sensazione di pesantezza nel sapere di dover tornare alla routine lavorativa

Ma siamo seri?
Partiamo dal fatto che già l’aver creato un nome apposito mi fa riflettere su come le persone siano bravissime a dare un’etichetta a tutto e crearci dei problemi nazionali.

Ma a parte questo.

Fatemi capire.
Prima la pensione che “non viene garantita”, come se fosse una specie di “benefit” quando invece è un diritto, e negare la pensione è un furto, dato che si trattano di soldi che la persona ha guadagnato e l’azienda ha usato.

Poi pure “l’ansia” di chiedere le ferie, che già mi viene l’orticaria nello scrivere questa parola, che sono più che un diritto della persona?
Ma le persone hanno deciso di continuare ad essere schiave o cosa?

Perchè se non puoi neanche avere le ferie e hai pure “l’ansia” perchè altrimenti ci sono ripercussioni negative, non c’è molta differenza fra la persona in ufficio e un carcerato.

“Scusi, posso avere la mia ora d’aria?”

Secondo me le verità sono due.
La prima è sicuramente della cultura del lavoro.

La seconda però è anche delle persone: quanto sono disposte ad essere ferme e rigide nel farsi rispettare?

Quanto sono disposte ad essere tanto ingegnose nel creare un nome per “l’umiliazione delle vacanze” quanto nel farsi rispettare e ottenerle?

Se veramente le persone non riescono a superare l’ansia nel chiedere le vacanze… allora siamo messi male.

Quanto ancora si faranno calpestare?
Non devono lasciarsi ingannare nel “è un problema della società” e rimanere passivi.

Puntare il dito alla cultura del lavoro non risolverà niente.
Come dico sempre: “la libertà va riconquistata!”

Ma fin dove le persone sono disposte a lasciarsi fare di tutto?
Dall’eliminazione della parità aurea fino ai contanti, dall’eliminazione della pensione fino allo stress e ansia di chiedere le ferie…

Tu cosa ne pensi?

Koan Bogiatto

Presidente e Co-Fondatore di Tribeke.
Formatore, autore di best-seller, imprenditore e speaker internazionale.
È il punto di riferimento di chi ha il coraggio di iniziare il cambiamento: aiuta gli imprenditori a creare una vita e un business libero dai vincoli nazionali.
Ha realizzato un’attività che gli permette di lavorare dove e quando vuole godendosi la vita con le persone che ama.

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