Impara ad agire subito a smetterla di procrastinare!

La sabbia sfregava sotto le scarpe, le luci dei lampioni parevano aloni opachi, il respiro rumoroso che accompagnava ogni mossa.

Il cielo stellato della notte marocchina faceva da sfondo, sottolineato dalle sagome decise delle abitazioni locali, dal colore sfumato di terra argillosa.

Gli applausi e i fischi della pubblico in cerchio attorno a noi si perdevano fra le infinite strade di Marrakech.

Le loro urla, un misto di arabo, francese e berbero (un dialetto locale) accompagnavano la scena.

Fissavo il ragazzo che si muoveva fulmineo davanti a me, guardia alta; avrà avuto un paio di anni in meno di me.

Era rapido, magro, erano probabilmente anni che la sera veniva in questo cerchio per allenarsi, e ora si ritrovava a sfidare un occidentale sbucato dal nulla.

Un ragazzo della strada, abituato a fare a pugni sin da piccolo.

Chissà cosa pensava.

A quanto pare, a rompermi il naso.

Iniziammo a ballare un po’, a studiarci, a dare qualche colpo innocuo.

I suoi dritti partivano troppo lontani, come per testare le mie reazioni.

Poi lanciò un rapido jab che mi finì dritto in testa, un altro che mi colpì la guancia.

Partì il suo destro, lo schivai rapidamente, ma non fui altrettanto veloce da schivare il sinistro che seguiva, il quale mi colpì in pieno sul volto.

Il pubblico esultava, e capii di avere davanti un buon avversario.

“Colpisci adesso”.

Un attimo che durò un ora.

Un solo respiro, profondo.

Sentii il mio sguardo cambiare.

Vidi il suo gancio partire, scattai di lato e lo centrai in pieno con un destro.

Seguì una mia rapida successione di colpi, un sinistro, un gancio, lui tentò di allontanarmi con un dritto.

Evitai il suo colpo, solo per poi farlo volare dritto nel pubblico con un montante ben piazzato.

Si rimise in piedi, giusto in tempo per placcarlo e assestargli due colpi secchi nel fianco.

Il ragazzo che gestiva l’incontro si mise in mezzo, dichiarò l’incontro finito, e mi puntò con fare compiaciuto, annunciando in un inglese arrangiato il vincitore.

Finito il match, guardai negli occhi il ragazzo e mi complimentai.

Fa sempre piacere trovare un degno avversario, e pertanto merita rispetto.

Se stai pensando che sono un praticante esperto di Boxe, ti stai sbagliando di grosso.

Prima d’allora, non avevo mai fatto un incontro vero di pugilato.

Sono un autodidatta, sono andato in varie palestre, mi sono allenato dovunque fossi, ma mai un incontro sul ring.

Il mio battesimo fu su una strada impolverata di Marrakech, fra monete buttate per terra e grida in arabo.

Perché allora sono stato così folle da buttarmi in un incontro di pugilato clandestino in Marocco, dove i ragazzi fanno a pugni da quando sanno stare in piedi?

Dove si affrontano ragazzi di strada?

Perché semplicemente non ho aspettato il “momento giusto?”

Una palestra, un’assicurazione, un maestro, un bel paradenti e tante precauzioni?

Perché la verità, e che quel momento perfetto per fare quello che desideri non arriverà mai.

È brutto da dire così, ma fidati, non arriverà mai e poi mai.

Non ti sconsolare, e vedilo in un altra maniera: è sempre il momento giusto!

Non ci saranno mai le situazioni perfette, con le circostanze adatte, o il momento corretto per essere felici, avere un figlio, partire per un viaggio o semplicemente scegliere di ottenere la vita che desideri.

Il momento giusto, in verità, è quando lo senti.

Quando senti qualcosa di davvero forte, quando dentro ti preme una sensazione maggiore del solito, quando sei deciso e determinato a ottenere quello che desideri.

Le persone cercano “l’occasione giusta”, ci hanno insegnato a procrastinare, ad aspettare, ad alzare la mano e attendere che ci dicano di parlare.

A pazientare, buoni buoni, che suoni la campanella, per andare a casa.

Che sia per tornare dalla mamma dopo scuola, o dalla propria moglie o marito dal lavoro.

Aspettando così un’occasione che non arriverà mai, fino a quando la altrettanto paziente signora con la falce non deciderà che tocca a noi farle compagnia.

E tanti auguri al “momento giusto”.

Se credi davvero che la tua vita sia preziosa, che la vita delle persone che ami e che ti amano sia preziosa, smettila subito!

Smettila di procrastinare, smettila di rimandare, piantala di dire che hai bollette da pagare, cose da organizzare, “Sarà per un’altra volta”, appuntamenti di lavoro da sbrigare…

Non sei nato per essere una macchina da lavoro, non sei un aratro o una lavatrice.

Vai e fai qualcosa di straordinario, parti per un viaggio con i tuoi cari, con chi ami, scegli ora di fare qualcosa fuori dal comune, qualcosa che la gente non ha il coraggio di fare: essere felice.

Il momento è adesso.

Ti svelo un segreto: dopotutto, non è così male 

Leonardo Bogiatto

Professionista di rilievo come Chief Sales Officer di Tribeke, è membro del Team da due anni.

Con la passione per il mondo militare, è sposato con sua moglie Martina, con la quale viaggia per oltre 8 mesi all’anno, realizzando con lei la missione di aiutare migliaia di persone a vivere la vita che vogliono, dove vogliono e con le persone amate.

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