Quest’anno le proteste di massa sono scoppiate come incendi in tutto il mondo.

Per citarne alcuni, le proteste sono partite in Spagna, in Austria, in Germania, fino a Hong Kong, Australia, India e Nuova Zelanda, passando dal Regno Unito e il Nord Irlanda, finendo in Chile, in Ecuador e in Haiti e su per gli tutti gli U.S.A., per poi tornare fino in Lebano, in Iraq e in Egitto: milioni di cittadini sono scesi in strada a protestare per varie ragioni.

Costa succedendo? Qual è la ragione di tutte queste proteste?
Sono solo fuocherelli o è il mondo che va in fiamme?

Le ragioni per cui ognuno protesta sono multiple:

• Ineguaglianza:
Comunità indigene e la media-bassa borghesia che vengono schiacciate ancora di più, come in Chile in Ecuador a causa degli innalzamenti dei prezzi della benzina o di trasporti pubblici, o come in Lebano dove vogliono tassare le chiamate di Whatsapp, mosse dei governi per combattere i debiti e incentivare le politiche estere

• Corruzione
Un caso eclatante come l’Iraq dove la discriminazione e le preferenze politiche stanno schiacciando i cittadini, ma anche in Egitto, colpito ancora una volta da accuse di corruzione e di politica di austerità, ovvero i tagli delle spese pubbliche a causa dei debiti dello stato

• Libertà Politica
Stati dove i cittadini si sentono intrappolati: è il caso di Hong Kong dove volevano passare una riforma che permetteva ai “criminali sospetti” di essere deportati in Cina, come il caso del libraio arrestato perchè vendeva “libri controversi sui politici cinesi”, che ha ispirato, grazie ad un messaggio criptato, gli stessi Catalani a Barcellona a fare una protesta simile per guadagnare la loro indipendenza

• Cambiamento Climatico
Stati che vengono dichiarati come “occidentalizzati” e “civilizzati” sono stati inondati di proteste dal Regno Unito fino all’Australia.
Centinaia di Migliaia di persone che hanno fermato la frenesia delle grandi città come Londra, Melbourne, Berlino, Mumbai o New York, in segno di ribellione.
Vogliono che i stati dichiarino una vera emergenza climatica e facciano qualcosa per salvare il destino di tutti.
Scuole svuotate da studenti che reggono i cartelli con scritte come:
“Saltiamo la lezione per insegnarvene una!”

Questi ovviamente sono solo alcune ragioni: poi ci sono numerosissime proteste anche per i diritti femminili, i diritti della comunità LGBTQ+ o il diritto alla scelta riguardo all’aborto come in Nord Irlanda: ma tutti comunque rientrano sotto il cappello della Libertà.

Solo che mi sorge un dubbio.
Siamo sicuri che se la stiano prendendo con il nemico giusto?
Sono davvero gli stati quelli che possono cambiare le cose?

Oppure come nei film popolari di futuri distopici quali Maze Runner, Divergent o Hunger Games, rimangono comunque cittadini arrabbiati dentro un Gioco dell’Oca senza fine?

Forse stanno puntando il dito contro il nemico sbagliato.
Gli stati sono ormai anche loro schiavi.
Schiavi di potenze più grandi: le multinazionali!

Secondo te chi sono le più grandi potenze?

Gli stati sono sempre più affossati nei debiti e devono i loro guadagni a questi grandi mostri: secondo te, chi rade al suolo l’Amazzonia?
Il Brasile stesso? O la multinazionale del McDonald?

Ragiona bene: sono davvero gli stati ad essere il nemico?
O lo sono invece le multinazionali delle armi che piegano la volontà degli stati che sono incastrati nelle guerre infinite?

Migliaia di fantocci umani che vengono mandati al macello in stati dove non esiste guerra, ma solo un macabro spettacolo di corpi per usare le armi prodotte dall’enorme mercato in modo che loro possano continuare a guadagnare.

Multinazionali digitali che guadagnano più di tanti stati messi insieme e non versano un singolo dollaro in tasse e pagano poco i loro dipendenti, maltrattandoli e sfruttandoli.

Chi è il vero “cattivo” qui?
Multinazionali che possono pensare a fare soldi perchè sono più grandi di uno stato ma non hanno nessun cittadino da governare o doveri a cui rispondere.
Sono forse loro i veri mostri?

È ora che inizi a puntare il dito verso il vero nemico.
Basta lamentele contro il governo o verso il nuovo politico di turno.

Tu cosa ne pensi?

Koan Bogiatto

Presidente e Co-Fondatore di Tribeke.
Formatore, autore di best-seller, imprenditore e speaker internazionale.
È il punto di riferimento di chi ha il coraggio di iniziare il cambiamento: aiuta gli imprenditori a creare una vita e un business libero dai vincoli nazionali.
Ha realizzato un’attività che gli permette di lavorare dove e quando vuole godendosi la vita con le persone che ama.

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