Sicuramente la qualità di vita media nelle ultime centinaia di anni è migliorata, a livello sanitario, economico e di opportunità.

Ma questo non significa che dobbiamo mettere le mani in tasca, sederci e dare per scontato che il futuro sarà per forza migliore. 

Il presente che viviamo esiste perché qualcuno nel passato non ha smesso di lottare, studiare e far valere la propria e la libertà degli altri.

Anche oggi la libertà è un interesse globale: la Freedom House è un’organizzazione governativa americana con sede a Washington che fa proprio questo. Cerca di tenere traccia del progresso (o della recessione) delle libertà politiche e dei diritti umani.
E il suo ultimo verdetto non è per niente positivo: la libertà è in declino anche nelle democrazie considerate più stabili (e. gli USA), oltre che ovviamente nei paesi più autoritari come la Cina e la Russia.

Cosa sta accadendo?

Oggi parliamo di qualche ragione per cui il futuro potrebbe essere poco roseo e molto difficile. Se andiamo avanti così, s’intende.

1. Tanti poli, tanti interessi e poca collaborazione

Se il mondo prima era principalmente un’egemonia, ovvero girava intorno ad una potenza mondiale (USA supportata dall’Europa), ora sono cambiate le carte in tavola. 

Molti più stati prima considerati “in via di sviluppo” o che hanno acquisito un’enorme potenza in pochissimo tempo come la Cina e l’India si stanno facendo avanti. Ne abbiamo parlato più approfonditamente qui. Solo che ognuno ha i propri interessi, e i propri giudizi sui calcoli della fine delle risorse. Inoltre ora tutti, anche gli stati più piccoli, hanno un maggiore accesso ad armi chimiche, biologiche, cibernetiche e nucleari. E in questo gioco di camminare sulle uova ognuno potrebbe continuare a cercare di preservare i propri interessi senza farsi avanti sui problemi comuni anche a costo di andare in scontro.

2. Conflitti fra giganti

“C’è spazio per una sola potenza mondiale”. Ecco cosa pensano gli USA in merito alla Cina, e lei non è propensa a farsi mettere i piedi in testa. E in questo scontro fra titani potrebbero non essere gli unici giocatori (per non contare gli sponsor). Come le placche durante la Pangea, lo scontro potrebbe sicuramente dare luce ad un mondo nuovo. Ma il durante e il dopo non lo conosciamo e potrebbe finire peggio se mal gestito. 

Nel 2018 gli USA hanno dichiarato che era iniziata una nuova era di “competizione strategica a lungo termine” contro ovviamente il regime autoritario cinese.

Infatti, sempre nel 2018, hanno messo Huawei sulla lista nera, aumentato le restrizioni sulle importazioni per la prima volta in 20 anni e hanno fatto una dichiarazione inquietante. Hanno fatto luce sul fatto che la maggioranza del 5g cinese poteva dar loro un vantaggio militare ed era un modo di trasformare le città in armi.

3. Lotte per risorse e materiali

“Quel deposito è mio! L’ho visto prima io!” Possiamo immaginare così scherzosamente i conflitti per le risorse fra gli stati, ma non va molto lontano dalla realtà.

Gli stati che hanno e producono la maggior parte delle risorse sono molti pochi: meno di 20 stati hanno produzione o depositi di materiali rari. E i veri principali sono 3, di cui una è la Cina come sola produttrice. Più due stati che sono solo “medi” come risorse e produzione.

Le tensioni per le materie prime e i nuovi depositi sono conosciute. Ma un altro problema impellente è la caccia ai materiali rari ma fondamentali per la maggior parte dell’elettronica (e. telefoni e computer).

4. Il crollo dell’ordine liberale

A 75 anni dal nuovo sistema politico mondiale, ci troviamo con le Nazioni Unite, il Fondo Internazionale Monetario e la World Bank, la World Trading Organization e la NATO.
Ma dov’è il leader? Gli USA non ne vogliono sapere. L’Europa è troppo presa dai conflitti interni e dalle divisioni, e come prova ne è il Regno Unito con il suo Brexit e l’evidente decisione di non esserne parte. Potrebbe la Cina essere un leader più affidabile?
Dipende da chi si farà avanti.

Ma questo non ha avuto mica origine con la presidenza di Trump, il Brexit, le infiltrazioni russe nelle elezioni o il cosiddetto Covid-19. No, ha avuto origine negli anni ‘70 quando Nixon ha deciso di togliere la parità aurea. Poi però alcuni paesi arabi se la sono presa perchè gli USA hanno dato il loro supporto ad Israele nella guerra e per ripicca hanno fatto quadruplicare il prezzo del petrolio. E così gli USA hanno pensato di fare quello che sanno fare bene: se il denaro non circola e perde valore, lascialo ancora più libero.

I ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri. 

Per uscire dalla “stagflation” (recessione, inflazione e disoccupazione) hanno tolto restrizioni sul flusso di capitale e reso più facile la creazione del sistema di debiti e inflazione che hanno oggi. Inflazione per combattere l’inflazione

E poi, mica se lo sono tenuto per loro. Indovina? Hanno importato questo modello in altri paesi da loro ritenuti in “via di sviluppo” e hanno servito loro lo stesso piatto. Un divario crescente di ineguaglianza. Negli anni ‘80 questa “dottrina neo-liberale” era già pronta, con il taglio delle tasse e la riduzione della spesa pubblica.

Il risultato è che lo stipendio medio di oggi negli USA ha lo stesso potere di acquisto di 40 anni fa. E che nel 2019 il 75% dei residenti americani vivevano di stipendio in stipendio.

Queste sono le uniche cause? Certo che no!

Un’altra di queste è il crollo o declino della democrazia come la conosciamo oggi, o della libertà di per sé. Ma di questo ne parleremo prossimamente.

Intanto è importante essere informati, e saper navigare anche a livello generale nel mare di possibilità che potrebbero realizzarsi nel futuro.
Anche noi ne parleremo nel prossimo webinar omaggio “Il futuro dei prossimi mesi: cosa succederà e cosa si può fare”, in modo che ognuno avrà più conoscenza e quindi libertà nel fare le prossime scelte di vita. 

Una sola morale da tirare fuori dal discorso di oggi

Tutto ciò che sta accadendo non è una novità. Non è una sorpresa. Le tracce dei cambiamenti di oggi risalgono a più di 50 anni fa. 

La differenza la fa lo studio: è tutto sotto i nostri occhi, basta ascoltare sociologi, filosofi, politici saggi, uomini e donne di cultura che sanno quello che dicono e si dedicano alla loro professione. Non all’ultimo eletto che si propone come Ministro di una professione che non ha mai visto nella sua vita ma fa da scalda poltrona, gridando assurdità per vincere le prime righe dei giornali e titoli scandalistici. 

Questi atteggiamenti trovano il tempo che trovano.
Ma le parole di uomini e donne sagge riecheggiano nei secoli e si realizzano anche a distanza di decenni. Chi ha orecchie per ascoltare, ascolterà.

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