Come si gestisce una campagna di vaccinazione?
Oggi parliamo di politica, di sanità, ma anche di marketing!

Perché non basta dire “ok, vaccinatevi” ma ci vuole una vera e propria campagna (infatti nelle Filippine solo il 3% si è vaccinato) e i giusti passi.

Vediamo quali.

1. Propaganda: volontari e influencer

La prima fase è, ovviamente, sperimentale. Hanno bisogno di veri e propri volontari e di una propaganda positiva. Per fare propaganda allora si avvalgono (sempre ovviamente) di influencer del caso e personaggi famosi, celebrità.

Una specie di riprova sociale e “authority proof”, come direbbero nelle campagne di marketing. I volontari sono quelli che mettono a rischio la propria vita per aiutare gli altri. E vedi così che qua tirano in ballo anche sentimenti nobili, come l’altruismo, l’eroismo e la responsabilità.

Nella prima fase prendono solo una fetta della popolazione, tendenzialmente sono gli spaventati, le persone di grande cuore e alcuni che lo fanno semplicemente per moda, con stupidità (non tanto per la decisione, ma per l’approccio: qualsiasi decisione soprattutto sanitaria va ponderata).
Perché per parlare di veri risultati hai bisogno di un grafico di anni, non statistiche di meno di sei mesi. Quindi è ovviamente sperimentale. È come basarsi sull’andamento di un’azienda che è sul mercato da sei mesi: si parla di almeno anni di storico per iniziare a prendere in considerazione i dati come affidabili. Impossibile che un vaccino arrivi sul mercato senza fase di sperimentazione, è un paradosso. Questa fase è già terminata, anche se la terapia rimane comunque sperimentale perché attiva da troppo poco tempo.

2. Incentivi: cibo e svago

Qua allargano la campagna ad altre persone, offrendo birra, lotterie, pollo, marijuana, discoteche, concerti a cielo aperto, discoteche, ciambelle e panini gratis a chi si vaccina.

Qua ovviamente prendono i comportamenti stupidi, di persone che scambiano la loro vita e salute per un panino o una canna. O i disperati, purtroppo, in paesi dove c’è molta povertà estrema. Questa fase è già stata ampiamente estesa.

3. Regole e obblighi: sanità e privati

Si iniziano a mettere i primi obblighi e le prime regole, ma non per tutti i settori. Si inizia con la sanità, poi con l’ordine pubblico, l’educazione, i lavori a contatto con le persone e così via.

E ovviamente è un passo ad estenderlo poi ai ristoranti, alle discoteche, ai concerti, alle scuole, alla palestra, agli eventi sportivi e al centro commerciale. L’obiettivo è rendere la vita quasi impossibile ai non vaccinati in modo da arrivare alla naturale conclusione di renderlo obbligatorio, come passaggio ufficiale ma che in realtà era già così.
Questa è la fase in cui siamo adesso.

4. Leggi e multe: chi scrive e diffonde

Qua iniziano le leggi che incriminano i imprigionano le persone che scrivono o diffondono materiali, informazioni e argomenti per non vaccinarsi.
Comportamenti che secondo le autorità che vanno tacciati perché altrimenti permettono lo spread del Covid-19 che uccide un sacco di persone.

Metteranno leggi che incriminano, imprigionano e multano chi non si fa i vaccini: il vaccino può anche essere fatto come TSO (in Italia si può, ma non in tutti gli stati).

5. Persecuzione e forze armate: chi non si vaccina

L’ultima fase prevederà i militari che vengono a casa a prenderti. Probabilmente sarà a Gennaio e sarà ovviamente accolta e richiesta. Lo faranno per catturare tutti coloro che sono riusciti a sfuggire dalle vaccinazioni. Infatti, in Italia, il commissario per le vaccinazioni non è un medico, ma un militare.

Azioni come queste sono già accadute: pensa che a Vicenza hanno messo l’esercito americano per aiutare i poliziotti italiani ad impedire la movida.

Ora, marketing e campagna a parte, a livello politico è una mossa gravissima: Craxi, tanti anni fa, aveva quasi rischiato la guerra con gli U.S.A. per una proposta del genere. Aveva difeso il suolo italiano impedendo ad altri militari di presidiare nel paese. Invece a Vicenza loro operano come poliziotti. Ci pensi?
Inoltre abbiamo anche la frase recente di un presentatore in Tv, che afferma che “non vaccinarsi è un crimine”. Anche questa a livello comunicativo secondo me è un errore perché è un malo modo di comunicare e instillare responsabilità, marketing e campagna a parte.

Questa sarà l’ultima fase.


Queste erano le 5 fasi della vaccinazione, da sperimentale a obbligatorio.
Sorprendente, vero? Molti pensano che il marketing e le campagne non tocchino anche i settori sanitari, ma il “fare mercato” funziona ovunque. Guarda solo i dibattiti fra la scelta della marca del vaccino (e i vari meme): Astrazeneca, Johnson & Johnson e Pfizer soffrono della stessa concorrenza e atteggiamenti di Coca Cola, Pepsi e amici vari.

Conoscevi alcune di queste fasi? Raccontaci qualcosa nei commenti!

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