Questa è una frase che ho letto ieri su Facebook, mi ha colpito perché impatta direttamente la nostra libertà.

Guarda il quadro completo, da un punto di vista medico scientifico siamo davanti a un virus che è meno pericoloso dell’influenza.

Sappiamo che può essere ovviamente mortale per chi ha già un quadro clinico instabile o debole, ma non è una malattia mortale.

Ti sembra questo il quadro che emerge sui giornali e sui siti?

No, purtroppo il giornalismo negli ultimi anni è diventato il comparto commerciale delle redazioni, e quindi deve solo vendere.

Cosi tra articoli apocalittici e video che riprendono scenari da film, quello che tra le persone si insinua è il panico.

Il panico da notizia però, non da coronavirus, perché di quello non c’è niente di cui avere paura.

Eppure guarda cosa è successo, tutto quello che ho spiegato nei giorni passati si è avverato come da copione.

Persone che si riversano nei supermercati per fare scorte di cibo, disattendendo cosi la principale forma di buon senso ossia evitare di entrare in contatto con tante persone.

Si richiudono in casa e smettono praticamente di vivere.

Tutto questo è amplificato da un sistema intero che per “paura” si chiude, così il Kuwait blocca i voli dall’Italia, a Lione viene bloccato un BUS proveniente dall’italia e si minaccia la chiusura delle frontiere.

Ebbene, sembrano le prove generali di una guerra batteriologica, e l’Italia ha dimostrato, insieme all’Europa, di essere estremamente suscettibile a notizie di questo tipo, ci hanno abituato bene negli anni attraverso la TV, ci hanno insegnato che quello che passa in TV è vero e attendibile.

E quindi la frase che ho letto mi ha fatto riflettere e mi ha fatto comprendere che è proprio così, non c’è bisogno di morire di coronavirus, perché nel momento in cui ci si chiude in casa per paura si è già morti dentro, e non importa il fatto che poi si sopravvivrà all’emergenza, perché saremo catalogati come soggetti “influenzabili”, ossia quel soggetto che in ambito marketing e comunicazione è suscettibile agli stimoli che gli vengono forniti dall’esterno.

Questa strategia di comunicazione è usata in politica, per vendere o per governare un paese, esserne consapevoli non ci rende direttamente più liberi, anche perché il cambiamento dovrebbe sempre essere di massa, altrimenti guarda qual’è il risultato, se tutti hanno paura e svuotano il supermercato, è bene che mi rifornisca anche io, perché altrimenti rischio di morire di fame per il panico altrui, non per il coronavirus.

Questo è il motivo per cui in caso di catastrofe la maggior parte delle persone muore nelle prime 72 ore. Questa è la triste verità.

Se stai aspettando di leggere se questo è giusto è sbagliato ti dico già che non troverai questa risposta in questo post, perché nessuno di noi ha in mano la verità, ma chiediti sempre la solita domanda, quello che stai facendo oggi ti rende felice? Se la risposta è si sarà sempre la cosa giusta per te.

Invece c’è qualcosa che ti fa paura? Allora studia e informati, ma quando dico informati non intendo dire accendi la TV e guarda il telegiornale…anzi, spegni la TV e informati davvero, perché nel 90% dei casi ciò che ci spaventa è ciò che non conosciamo.

E solo conoscendo tutte le possibili alternative possiamo raggiungere la vera libertà, la libertà di scelta!

Io ti auguro in ogni caso il meglio !

Koan Bogiatto

Presidente e Co-Fondatore di Tribeke.
Formatore, autore di best-seller, imprenditore e speaker internazionale.
È il punto di riferimento di chi ha il coraggio di iniziare il cambiamento: aiuta gli imprenditori a creare una vita e un business libero dai vincoli nazionali.
Ha realizzato un’attività che gli permette di lavorare dove e quando vuole godendosi la vita con le persone che ama.

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