Sanremo si gode tutta la fama dagli italiani, ma quest’anno il G7 ha veramente dato spettacolo.

Dalle vignette satiriche alla dichiarazione del ministro, la Cina ha lanciato varie frecciatine– anzi, cannonate- agli U.S.A.. I tempi del “made in China” come seconda scelta sono finiti.
Vediamo un po’ cosa è successo.

Un “piccolo gruppo” non può decidere le sorti del mondo

Così descrive l’ex-gruppo Italia, Francia, Germania, U.S.A., Svizzera e compagnia occidentale il portavoce dell’ambasciata cinese a Londra.

E continua con: “Noi crediamo che i Paesi, grandi o piccoli, forti o deboli, poveri o ricchi, siano tutti uguali, e che gli affari del mondo devono essere gestiti attraverso la comunicazione dei paesi”.

Qua ci sono due punti importanti.

Il primo è l’affermazione: una frase corretta, politicamente astuta e interessante.
La strategia usata è quella di descrivere una situazione positiva (la comunicazione positiva) ad un’altra per dire “è finita, per voi: è finito il vostro monopolio”.

Ora, ha ragione o ha torto, non è quello l’importante.
Ma è lo stile di comunicazione: audace, forte e che fa lo sberleffo alle ex-potenze occidentali come una cerchia ristretta di magnati eccentrici e lunatici.

Questa affermazione andrebbe benissimo se derivasse da un paese con un certo tipo di storia. Ma da un paese con una pessima storia di collaborazione e famosa per togliere libertà e diritti ai cittadini?

Quanto è disposta la Cina a lavorare sulla sua immagine?

Sembra molto il bue che dà del cornuto all’asino.
Ma la comunicazione è decisamente interessante: fa da apripista per nuove potenze che entrano ed entreranno in scena.

In breve avremmo potuto riassumere, terra terra, con: “America e comunella europea, spostati!”

L’ultima, bestiale, cena blasfema

Una bestialità alla lettera.
Un artista cinese (Bangtonglaotang) ha creato una vignetta satirica ripresa poi dal Global Times cinese che è diventata virale su Weibo (un social cinese come Twitter).

Qua la Cina si fa più che audace, si fa beffa degli U.S.A. con arroganza: tanto li ha in pugno. La vignetta fa riferimento alla proposta U.S.A. di un progetto alternativo alla Via della Seta cinese per aiutare i Paesi in via di sviluppo.

L’Italia (Mario Draghi) è un lupo grigio, che fa no con le mani agli U.S.A., come per rifiutare la proposta di fare comunella con la Cina per schiacciarla. Si sa che l’Italia si è fatta più amica la Cina negli ultimi tempi (e con gli ultimi accadimenti direi meno male!).
Nella scena vediamo anche gli altri del “piccolo gruppo” come l’Inghilterra leone, un castoro (tutti dicono che è un orso, ma non mi sembra) canadese, lo Shiba Inu giapponese e così via.

Ogni personaggio fa qualcosa, come il canguro (l’Australia) che cerca di acchiappare i soldi stampati dagli U.S.A. ma che è anche il partner commerciale N°1 della Cina.

Davanti all’aquila americana vediamo una macchinetta che trasforma soldi dalla carta igienica (ti dice qualcosa?) e una scritta sopra che recita “Così possiamo ancora governare il mondo” (Through this we can still rule the world).

Dietro di loro, dei respiratori come simbolo dell’incapacità nel gestire la crisi sanitaria.
È uno sfregio all’occidente, visto che la Cina è stata presa come modello sanitario ed esempio in tutto il mondo per la ripresa economica e societaria visto che i cittadini hanno seguito tutto alla regola e il governo ha agito tempestivamente.
Così hanno descritto il modello cinese nella gestione del Covid. I primi ad uscirne.

Poi ci sarebbero tantissimi altri particolari: dalla torta con la Cina sopra,allo Shiba giapponese che versa a tutti il liquido radioattivo tranne al lupo italiano che rifiuta (anche la Germania ha il bicchiere vuoto).

L’aggressione è forte, quasi di cattivo gusto, ma tanto reale da non diventare oscena.
Perché non hanno fatto altro che illustrare la realtà.
E il sentimento che provoca è vergogna. Vergogna perché hanno ragione.

L’ America ha continuato a stampare soldi dal nulla e si è fatta una gran figuraccia fra elezioni che sono diventate battibecchi e dichiarazioni imbarazzanti.
Ed ora è il momento di pagare il conto (letteralmente, perché hanno un enorme debito con la Cina).

E senza alcun ritegno la Cina ha sbattuto la realtà in faccia a tutto il mondo sputando sui lavori del G7 in Cornovaglia.

Come si dice “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.
Il secolo del dragone è arrivato, e gli stati possono continuare a cercare di stringere a strozzo un impero che sta scomparendo (come gli U.S.A.) o reinventarsi e arrivare a soluzioni nuove.

Certo se la Cina vuole portare il suo potere altrove dovrà lavorare un bel po’ sulla sua immagine e sul suo modello che vuole portare nel mondo, perché quello sì che ha una cattiva fama!

Riprendendo l’inizio di questa mail, consiglio di seguire molto bene cosa sta accadendo, perché, a differenza di Sanremo, il G7 progetta lo spettacolo che poi saranno le nostre vite.

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