La fobia del coronavirus ormai l’abbiamo conosciuta, adesso ci arrivano invece notizie più variegate, che a volte mi chiedo se siano state pompate per dare qualcosa da scrivere ai giornalisti oppure no.

Al contempo, il fatto che qualcuno abbiamo detto a delle cinesi “via da qui, avete il coronavirus” mi fa ridere e al contempo disperare se penso al fatto in sé.

Innanzitutto mi fa ridere perché mi sembra davvero una notizia inserita in un palinsesto in cui rimaneva l’ultimo spazio disponibile, dall’altro mi fa disperare perché non trovo impossibile il fatto che qualcuno arrivi davvero a pensare qualcosa del genere.

E qui non si tratta di razzismo, atteggiamento che di per se può anche essere giustificato da un senso di sopravvivenza che però non affronteremo in questo post, si tratta proprio di ignoranza, perché pensare che una persona cinese abbia il virus solo perché è cinese è allarmante.

Probabilmente le 2 cinesi insultate a roma sono più romane di chi ha pronunciato la frase, ma questo fatto si aggiunge ai tanti sentiti di ristoranti cinesi vuoti e di altri accadimenti simili.

Questo dovrebbe farci riflettere su quanto siamo propensi ad informarci e su quanto invece siamo propensi a credere a quello che viene veicolato dai media senza neanche approfondire quello che non comprendiamo bene.

Ora immagina come una tendenza di questo tipo può essere usata a livello politico, o anche per influenzare sotto altri aspetti un pubblico più o meno grande.

Oggi è il coronavirus, domani è l’Iran con l’armamento nucleare, allo stesso tempo in Africa ci sono guerre attive che coinvolgono 30 Stati e 270 tra milizie-guerrigliere, gruppi terroristi-separatisti-anarchici e nessuno pare interessarsi all’argomento?

Perché? Non lo so, e non questa risposta, “non lo so”, sarà l’unica che sentirai uscire dalla mia bocca, o scritta in un mio post, perché non sono nella “sala dei bottoni”, non ho la verità in mano e non giudico qualcosa che non conosco o che non vedo con i miei occhi.

E quindi? Cosa dovrei fare di queste notizie? Usale per fare in modo che in te nasca del sano e sapiente DUBBIO.

Il dubbio che non sia esattamente come l’hai sentita la prima volta, dubbio che non sia esattamente come è stata detta da qualcuno, il dubbio che probabilmente la verità sta nel mezzo di tutto quello che senti.

Chi dubita cerca, studia e si informa, senza mai risolvere quel dubbio se non quando si trova direttamente coinvolto in quello che sta accadendo.

E in tutta onestà, mi auguro che tu possa vivere una vita piena di dubbi, senza mai ritrovarti coinvolto in qualcosa di terribile, in grado di mostrarti la verità di qualcosa, anziché pensare ai terrapiattisti e a chi vede la terra sferica guardiamo la realtà: nessuno dei presenti la terra l’ha mai vista davvero con i suoi occhi.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *