I modelli abitativi dell’ultimo secolo sono- ovviamente- inadeguati per il mondo post-covid. Ma prima facciamo un passo indietro: prendiamo consapevolezza di cosa accade.

Quando le persone sono nell’età adolescenziale pensano a come vivranno la loro vita (famiglia, casa ideale, figli). Pensano a come costruiranno il futuro ma hanno già scelto, senza accorgersene.
Hanno visto un modello abitativo ma non sanno che ne esistono altri.

Prima: Il modello industriale

Piccoli nuclei famigliari che raramente superano le 4 persone (due genitori e due figli) che vivono:

  • in una villa per conto loro
  • in un alloggio di un condominio vicino ad altre persone che si sono “trovate” e non scelte

Al massimo accanto o vicino ci sono i genitori o i nonni ma oggi sempre più raramente.

Alcuni si spostavano dove avevano trovato lavoro o dove aprivano il loro business. Altri rimanevano nelle case di proprietà della famiglia.

Modelli da formicaio in cui le formiche operaie ogni giorno si recavano a lavorare per poi tornare la sera a sedersi davanti alla televisione.

Paghi le bollette, sei totalmente dipendente dalle risorse a pagamento ma non te ne accorgi perché il consumismo era nel suo pieno sviluppo e riempiva il vuoto di una vita sconnessa per molte persone.

Poi è successo qualcosa.


In un mondo dove lo smart working è diventato home working, dove ti consegneranno sempre il cibo a casa, la palestra te la fai a casa, i figli fanno la didattica a distanza e gli amici diventano avatar su zoom, siamo sicuri che la giungla d’asfalto sia la risposta corretta?


Un altro modello abitativo: il Co-Housing

Non è sicuramente nato ieri, ma nel 1964 da Jan Gudmand Høyer (architetto danese) quando iniziò a costruire la comunità di Skraplanet. In italiano è coresidenza.
La differenza è che oggi rimanendo molto di più a casa si fanno nuove domande perché prima il luogo dove vivevi era legato strettamente a dove lavoravi o a legami fisici come scuole. 

Cosa vuol dire vivere in coresidenza?

La coresidenza è un insediamento abitativo fatto di alloggi privati (una casa, un condominio, un villaggio, un quartiere…). Ogni persona o nucleo ha il suo spazio privato con spazi comuni per far incontrare le persone che vivono nella struttura (sia all’interno che all’esterno).
Gli spazi comuni possono essere biblioteche, sale cinema, lavanderia, dove far giocare i bambini, dove portare a far correre i cani, cucine, laboratori e molto altro ancora.

Le abitazioni private possono essere di dimensioni più contenute rispetto a quelle usuali perché sono per l’utilizzo personale nel caso di una co-residenza nella stessa “casa” (che può avere qualsiasi dimensione).
Nel caso ad esempio di un condominio ognuno ha il suo alloggio, o addirittura la propria villa in una community.

La differenza alla base della coresidenza è che scegli le persone con cui vivi.

L’obiettivo per alcuni è quello di ridurre i costi (oppure lo è all’inizio) e per altri di creare una grande condivisione sociale tra le persone, riscoprendo i legami interpersonali.

DI solito le famiglie che si uniscono per creare una coresidenza manifestano delle intenzioni congiunte, simili, come ad esempio: il rispetto per la natura, un approccio verso la nutrizione o ancora la passione per gli animali.
Bastano anche solo due famiglie per iniziare.

Coresidenza, Ecovillaggi e Community sono diversi!

Attenzione a non confonderli.
Nella coresidenza ci sono 4 elementi:

  1. Progettare come le persone entrano in contatto negli ambienti
  2. Creare spazi pubblici che integrano gli spazi privati
  3. Partecipare attivamente alla costruzione e gestione della coresidenza
  4. Aderire ad uno stile di vita collaborativo con alcune regole che vengono decise a priori

Nella coresidenza non esiste un filone di vita ampiamente condiviso o una missione specifica esistenziale che mette insieme le persone. Le regole sono più simili a quelle di un condominio, che infatti potrebbe essere un embrione di coresidenza inconsapevole.

Le forze della coresidenza sono:

  • flessibilità dello stile di vita personale
  • rete social di collegamento tra le persone
  • più persone si scelgono invece di trovarsi a vivere vicini

L’Italia è un’ottima nazione

Nell’ordinamento giuridico italiano ci sono una serie di leggi che rendono il condominio quasi una struttura a parte rispetto al vivere comune.

In Italia le regole condominiali sono superiori alla normative del codice civile.

La coresidenza è un modello abitativo possibile che rende la progettazione di un futuro più potente rispetto al modello industriale.


Io sono partito proprio nel 2009 a comprendere la portata di questo modello e a fare le varie sperimentazioni in Italia, negli Usa e in Spagna. Sperimentazioni che poi negli anni furono utili per arrivare al modello abitativo e sociale che abbiamo creato qui in Spagna: la comunità intenzionale diffusa.

Ma questo è un argomento di cui parlerò prossimamente.

Che modello hai scelto o vorresti scegliere?

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