Buone notizie dalla società!
Ora hai un’opzione in più oltre la cremazione e l’essere cementato sotto terra: puoi ora diventare anche concime per i campi!

Non sto scherzando!
Passa la prima legge che partirà nel 2020 in cui si potranno usare le persone morte come concime per i campi.

Le metteranno in una cassa, con tanto di terriccio, legna e altre cose, le scaldano e poi dopo qualche settimana sarà concime pronto per essere versato sui campi.

Come puoi immaginare (e mentre lo dico sorrido) ha ricevuto molte critiche, soprattutto dai cattolici.

Ma è davvero un’idea così abominevole?
Non è forse più abominevole essere bruciati o sotterrati nel cemento e che i resti delle persone rimangano come zombie sotto terra per anni e anni?

Il problema (come anche qui puoi immaginare) deriva dal sovraffollamento nei cimiteri.
Eh, c’era da aspettarselo, no?
Per quanto potevi aspettarti che i cimiteri resistessero prima di essere cambiati o occupare tutto il pianeta e farlo diventare una bara gigante?

Chissà cosa ne pensa la Taffo.

Eppure l’idea non è sbagliata, anzi, io trovo che sia un abominio la soluzione originale.
Tempo fa mia figlia artkoea mi ha portato una riflessione importante che ha fatto durante il suo viaggio di volontariato in Irlanda in una fattoria, e trovo ci stia benissimo:

Mi ha detto: “ se ci pensi, non è sbagliato nutrirsi dell’ambiente. Perché un giorno anche gli alberi mangeranno noi. Solo che per noi sembra sia tanto tempo di attesa, ma per gli alberi noi viviamo pochissimo: loro a volte ci mettono 40 anni solo per diventare un piccolo albero, mentre noi a 40 siamo già adulti. È solo una questione di punti di vista. Quindi se le persone si fanno sotterrare si saranno nutrite tutta la loro vita dalla terra ma finiranno fuori scambio: non daranno indietro ciò che hanno preso.”

Così facendo quindi sarebbe giusto: rispettiamo la catena alimentare e diamo indietro ciò che abbiamo preso.

Non è forse così?
Non è forse più sbagliato morire e isolarsi dal mondo nel cemento anziché tornare alla terra?

Forse per le persone è un po’ forte perché devono accettare “in toto” la trasformazione della persona come avviene nella natura, mentre sembra che nella bara le persone siano ancora “nostre” o “protette”.

Io forse l’unica cosa che ci metterei è che… c’è concime e concime e ci sono campi e campi.
Diventare concime per un campo da agricoltura industriale non è proprio il massimo della vita…

Tu che ne pensi?
Pensi sia una bella trovata o un abominio?

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