Rieccoci con l’ultima parte! Oggi parliamo dei vantaggi di una comunicazione eccellente, di come creare qualsiasi contenuto e aggiungiamo anche un pizzico di magia.

(se hai perso la prima parte o vuoi semplicemente rileggerla, la trovi qui!)

4. Il contesto

La tela bianca, il canvas.

Una cena romantica è diversa da una cena formale per un accordo di lavoro. Le stesse parole possono essere perfette per una e disastrose per l’altra (!).

Il contesto è, per me, spesso sottovalutato.
Ma è il nostro asso nella manica.

Mancarsi di rispetto

Per me il contesto è sottovalutato perché, come scrivevo nella prima parte, molte persone ritengono che “essere genuini” significa non modulare la propria comunicazione in base alla situazione.

Spesso si associa la comunicazione alla persona.
La persona è molto più complessa di un singolo modo di comunicare in un contesto specifico.

Saper modulare la comunicazione in base ai contesti significa arricchirsi e rispettare la nostra complessità.

Il contesto è…?

È il luogo, il momento e le circostanze.
Sostanzialmente parliamo di:

  • dove
  • con chi
  • momento della giornata
  • stato emotivo (generale, personale e del ricevente/i)
  • aspettative comunicative

L’ultimo punto, a cui ho dato il nome “aspettative comunicative”, sono le regole non dette.

Ad esempio ci si aspetta che in una cena formale ci si vesta eleganti, oppure che se una persona starnutisce tu le dica “salute” e così via (la comunicazione non è solo vocale, anzi).

È importante essere prima di tutto sensibili a questi parametri.

Seguirli deve poi essere una decisione consapevole.

Per citare Picasso con una delle mie frasi preferite di sempre: “Conosci le regole come un professionista per romperle come un artista”.

5. Il contenuto

Eccoci quindi al contenuto!
Solitamente si pensa consciamente solo a questa parte.

Ma le parti precedenti ci sono sempre: è impossibile comunicare senza un contesto o un ricevente.

Quindi meglio prestarci attenzione conscia, perché spesso i problemi derivano da lì.

Il vantaggio di una comunicazione eccellente

Se abbiamo fatto un ottimo lavoro con i primi mattoncini, ci siamo creati un “campo comunicativo” positivo.

Con un campo comunicativo positivo (altro termine coniato per lo scopo) alzi le tue possibilità di fare una comunicazione eccellente.
Per eccellente intendo che raggiunge lo scopo e che crea un valore positivo per il ricevente/i. 

Ci sono molti vantaggi di una comunicazione eccellente, come:

  • tempo e risorse tuoi e del ricevente/i sono ottimizzati e massimizzati: è rispetto e anche intelligenza
  • eviti la maggior parte di incomprensioni e litigi dannosi o sterili
  • costruisci una relazione migliore
  • riduci gli errori: puoi tornare indietro alla fonte, spesso le incomprensioni sono lì
  • affini le tue capacità comunicative con ogni comunicazione, usando sempre meno tempo e risorse per creare comunicazioni eccellenti
  • migliori la percezione che gli altri hanno di te: è sempre bello sapere che le persone che ami hanno un’alta stima di te, siamo esseri sociali!
  • aumenti la tua credibilità: meglio comunichi, più ottieni ascolto, anche in argomenti difficili le barriere di difesa si abbassano
  • crei varie mappe e modelli che puoi riusare e modellare: in breve, impari a capire velocemente cosa sta accadendo e la migliore comunicazione da fare

Insomma, una comunicazione eccellente dà moltissimi vantaggi, spesso nascosti o collaterali, che aiutano in ogni campo della vita.

Come creare qualsiasi contenuto

Scegli che cosa dire, senza ancora pensare a rifinire il come.

Pensa ai messaggi che vuoi dare, ai punti di attacco di un discorso, alle convinzioni che vorresti sradicare o mettere in dubbio, alle nuove visioni che vuoi offrire, ai consigli che vorresti dare, alle tue riflessioni, alle condivisioni che potrebbero portare valore e molto altro.

Qui c’è il fulcro dello sforzo creativo.
È spesso uno stadio più confuso e a volte “brutto”, ma anche se è sporco o nascosto in una roccia, un diamante è sempre un diamante.

Il punto più importante: abbi chiarezza di cosa includere, ma soprattutto di cosa escludere.

La navicella e il pianeta

Questa metafora mi è utile per creare contenuti scritti e orali, anche nelle conversazioni.

Immagina di essere pilota di una navicella che sta atterrando su un pianeta.

La navicella sei tu. Il pianeta è l’argomento: è tridimensionale.

Dove decidi di atterrare è il punto di vista che decidi di mostrare.

Ora non è il momento di pensare all’ordine.
Prima viene il caos, come il Big Bang.

6. La forma

Siamo all’ultimo punto! 

La rifinitura di un gioiello comunicativo (anche nelle conversazioni a botta e risposta è possibile farlo). 

Saremo anche più felici e motivati di comunicare perché ci abbiamo messo tanta cura. 

Il vantaggio nascosto

Non ho parlato di un vantaggio, quello più nascosto.
Prenderci cura della comunicazione ci preserva (il più possibile) dal fare comunicazioni approssimative o scomposte.
E ci dà un margine di errore più piccolo.

Musica, maestro!

Nella forma ora possiamo occuparci anche dell’ordine e del ritmo.

Possiamo asciugare ancora per mettere in risalto i punti accattivanti?
Possiamo spostare i blocchi di cosa vogliamo dire (l’ordine) per rendere migliore la comunicazione (nella testa o su carta)?
Possiamo dirlo con parole diverse?
Dove mettiamo pause, dove frasi corte e lunghe (ritmo)?

Ovviamente, più è importante il contenuto, più ci prenderemo tempo e/o energie per rifinirlo.

Esiste una soluzione magica o universale? Ovviamente no.
Il mio consiglio è metterci la propria energia personale nella forma migliore per l’obiettivo. 

Nella forma è bene distinguere scritto da parlato.

Lo scritto

È una comunicazione che possiamo rileggere e riscrivere: abbiamo il vantaggio della privacy e della revisione ma dobbiamo compensare il fatto che non c’è tutta la comunicazione paraverbale (gesti, tono, espressioni).

Possiamo usare punteggiatura, figure retoriche, modi di organizzare il contenuto, combinazioni di parole e molto altro (anche emoji).

Il parlato

È una comunicazione istantanea, diretta: abbiamo il vantaggio della comunicazione paraverbale, soprattutto dal vivo, ma non possiamo rileggere e riscrivere il parlato.

Possiamo usare il tono di voce, i gesti, l’enfasi del parlato, le pause e i silenzi, oltre tutto quello che possiamo usare nella scrittura (tranne la punteggiatura scritta, ma quella verbale sì, come le pause). 

Possiamo anche qui ovviamente spostare i blocchi di contenuto nell’ordine che vogliamo, anche se dobbiamo ricordare il discorso, amenochè lo scriviamo se è la modalità con cui ci sentiamo meglio (ma non è qualcosa che facciamo tutti i giorni nelle conversazioni).

Ovviamente nel parlato dobbiamo fare attenzione al fatto che il contenuto è diretto e istantaneo. E che siamo molto coinvolti a livello emotivo.

Fra scritto e parlato cambiano gli strumenti ma il concetto della forma è lo stesso. 

Ora ci siamo liberati di tutto il lavoro più massiccio e possiamo dedicarci o prestare attenzione agli ultimi particolari.

Mai prendere la forma sottogamba

È un’arma potente a doppio taglio: può rovinare tutto il lavoro fatto oppure renderlo eccezionale, straordinario, aumentare i risultati in modo esponenziale.

Se abbiamo scritto una poesia d’amore e al momento di recitarla usiamo un tono basso, svogliato e uno sguardo disinteressato, il lavoro sarà rovinato. Così come se decidiamo di scriverla e usiamo male la punteggiatura, non andiamo mai a capo e scriviamo tutto attaccato, oppure usiamo sei punti esclamativi in ogni frase (!!!!!!).

In una frazione di secondo

Sono belli questi step, ma la verità è che non solo di solito le persone partono consciamente direttamente dal contenuto.

Inoltre, in una conversazione, spesso questi passaggi accadono in una frazione di secondo di solito, ancora di più nelle discussioni accese.

La chiave allora innanzitutto è iniziare ad essere consapevoli di questi passaggi e di come formiamo una comunicazione.

Cercare di migliorare solo il contenuto (quello su cui spesso si lavora) o la forma senza fare la retro significa sempre fare un lavoro zoppo.

Come non farsi invitare a tutti gli eventi sociali

Ovviamente passare ore su ogni comunicazione scritta o riflettere per venti minuti su ogni frase è umanamente impensabile.

E non verremo mai più invitati ad una festa o una cena, o a un secondo appuntamento.

Ma non è necessario: lavorando su questi blocchetti si arriva ad ottimizzare le nostre energie mentali (comunichiamo moltissimo ogni giorno, ovunque) e mantenere sempre un’alta qualità comunicativa (conservando l’attenzione per i momenti più importanti).

Scienza e magia

Ultima cosa prima di lasciarci oggi, è ricordarci della relatività di cui abbiamo parlato.

Uno dei grandi dilemmi della comunicazione è se esistono comunicazioni intrinsecamente sbagliate o se tutto è relativo.
Per questo non bisogna dare nulla per scontato.

Che dire, aggiungere altro sarebbe come cercare di incasellare il processo per scolpire il Davide di Michelangelo o per scrivere il discorso del Mercante di Venezia in una formula scientifica.
Il DNA è solo una semplificazione estrema.

Ciò che la scienza non comprende è magia.
Ed è nella magia complessa della comunicazione che possiamo realizzare qualcosa di straordinario.

Mi farebbe piacere sapere quali sono le magie che vorresti realizzare tu, anche quelle quotidiane, con la comunicazione. Nella forma che preferisci.

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