Un uomo in Nuova Zelanda assume un clown perché ha paura di essere licenziato e aveva bisogno di supporto emozionale”

Che ridere quando ho letto il titolo di questo articolo.

Pensavo fosse una battuta ma era proprio vero!

Un impiegato di un’azienda di pubblicità ha pagato ben 200 euro per farsi accompagnare da un clown che, solitamente, viene usato per il supporto emozionale dei bambini appunto un po’ più bisognosi.

E lui invece se lo è portato in azienda.

Immaginati la scena: lui che legge i documenti con accanto un clown con tanto di cappello gonfiabile e trucco mentre mima le espressioni dei collaboratori.

Addirittura gli hanno chiesto di fare un po’ meno di rumore mentre faceva gli animaletti con i palloncini.

Certo, fa sicuramente sorridere.

Dall’altro lato dico: ma siamo seri?

Poco tempo fa sul gruppo Tribeker ho parlato in una diretta di come sembra che per alcuni lo stile di vita più comodo li abbia anche reso, come si direbbe, la pelle “più sottile”, insomma li abbia un po’ rammolliti.

Le persone si spaventano dei direttori di banca, degli insegnanti e delle scuole, dei parenti e dei colleghi e hanno paura di comunicare le proprie scelte e decisioni.

Il classico “non mi trasferisco perchè poi cosa dico ai miei genitori o parenti” e così via.

Ma qui abbiamo raggiunto l’apice.

Un clown da supporto emozionale (ben 200 euro che poteva spendere meglio, soprattutto considerando che alla fine è stato davvero licenziato) al posto di guardare in faccia la realtà.

Ahi ahi.

Forse è ora che le persone si ricordino quali sono le vere situazioni difficili o a cui non c’è rimedio.

Hanno il coraggio di vivere una vita che non desiderano ma non invece di cambiare (in meglio poi).

Hanno paura di cose che possono affrontare e a cui c’è rimedio eccome.

È assurdo come sono disposti a spendere così tante energie per fare finta che vada tutto bene e rinnegare la possibilità del cambiamento.

E così, però, nascono nuovi servizi almeno, no?

Vuoi vedere che qualcuno cavalcherà l’onda e creerà ClownX, il nuovo Uber per i clown da “supporto emozionale” a domicilio e nelle aziende in caso di licenziamento?

Tu che ne pensi?

Che ragione avrebbe avuto una persona di fare una cosa del genere?

E se fosse davvero utile? (te li immagini i clown nelle riunioni?)

O forse è solo una trovata dell’uomo per farsi una reputazione sui giornali e trovare un’altro lavoro in fretta (ad esempio)?

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