Oggi, durante una chiamata di un nostro collaboratore, una persona si è risentita del fatto che avesse ricevuto la telefonata e ha intimato di denunciare la persona che l’ha contattato per violazione della privacy!

Inutile dire che la legge ci impone di registrare ogni consenso che gli utenti ci danno quando lasciano i propri dati, al contempo trovo interessante il fatto che ancora oggi esistano casi di questo tipo.

Mi spiego meglio.
Tu vedi un contenuto online che ti interessa, può essere un video, o un articolo…oppure ascolti un podcast, o una traccia audio su uno specifico argomento.

A un certo punto clicchi sul bottone “scopri di più”, oppure “maggiori informazioni”…ti si apre un fantastico form che ti chiede Nome, Cognome, Email e numero di Telefono.

Poi spunti una casellina che specifica, selezionando questa casella dichiari di aver letto e di accettare la privacy policy (con il relativo link della privacy policy in cui specifichiamo chiaramente per cosa verranno usati i tuoi dati, tra cui anche il contatto telefonico da parte nostra.

Et voilà, dopo 2 settimane ricevi una nostra chiamata e non ti ricordi ne chi siamo, ne cosa facciamo ma soprattutto non ti ricordi neanche di aver lasciato i tuoi dati e di aver accettato una privacy policy!

Ovviamente per noi non è un problema, con un click eliminiamo il contatto dai nostri database e il gioco è fatto, ma se con la stessa leggerezza si firmano contratti o si accede a servizi di cui il servizio clienti non è cosi facilmente raggiungibile allora come la mettiamo?

Non è assurdo pensare che la gente parli di libertà e sia poi il proprio buon senso a metterci le manette peggiori di questo mondo?

Cosa ne pensi tu? Ti è mai capitato di scagliarti contro qualcuno che ti stava chiamando senza pensare che quei dati, in un modo o nell’altro, glieli hai forniti tu?

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