Tutti a dare contro Greta chiamandola “il nuovo Dio” mentre gli sfugge davanti agli occhi che l’unico vero dio per loro rimane il denaro.

Ma mentre loro la prendono in giro e si guardano l’ultima puntata di un serial insulso e manipolato (altro che la ragazzina), prende piede sempre di più uno dei problemi moderni:

Il suicidio.

Si toglie la vita, con tre figli, un padre single di 34 anni, in Inghilterra, perché gli erano rimasti solo 5 euro sul conto.

Aveva lasciato il lavoro per dedicarsi ai figli, invece rimane con circa 20,000 sterline di debiti sulla casa e ne rimane soffocato mentre aspetta un pagamento in grande ritardo dalla Universal Credit Britannica.

Così, con grande tristezza, posta la sua ultima foto sui social, piangente (altro fenomeno moderno, l’insta-suicide, l’ultimo grido soffocato di aiuto) – e poi si suicida.
Sua madre viene a scoprire tutto solo dopo la morte, distrutta.

Che è successo qui?

Grande tristezza a parte, è una notizia che fa veramente riflettere, e non solo dire “poverino”.

Di chi è la responsabilità?

Sarebbe facile indietreggiare e non dire nulla, ma il suicidio è comunque una scelta.
Certo meglio un padre povero che nessun padre, ad esempio, e c’è sempre- soprattutto nel suo stato- la possibilità di chiedere aiuto.

Ma dall’altra… non è un caso isolato.

Non sono mica gli unici: solo a Giugno due anziani di oltre 70 anni si sono suicidati perché hanno scoperto che non avevano i soldi per vivere: ha ammazzato prima lei con una pistola e poi ha premuto il grilletto sulla sua testa.

Sono molti anche gli imprenditori che ammettono che si suiciderebbero piuttosto di subire certe crisi o che pensano di togliersi la vita davanti ai debiti.

Poi ci sono quelli che lo fanno davvero: dal 2012 ad oggi sono oltre 1000 le persone che si sono suicidate per cause economiche, e oltre 770 i casi di tentato suicidio.

Di chi è la responsabilità?

Di chi si suicida?
Potevano fare altre scelte, certamente, ma che pressione avevano addosso?
Io credo sempre che il suicidio sia un atto di debolezza, di rifiuto alla vita piuttosto che affronto, ma non è sempre così semplice per niente.

Sai perché?

Perché un tempo, se non avevi soldi, qualcosa potevi fare facilmente.
Andavi a spaccare la legna, pescavi, ti raccoglievi delle cose oppure avevi dei campi e almeno da mangiare potevi ricavare.

Certo era una vita dura, e ad oggi paradossalmente è più semplice.
MA!

Hanno reso schiave le persone: prima le persone erano più in balia del mondo e delle leggi naturali, oggi invece sono in balia del denaro.

Senza denaro credi di non essere nulla.
Non sanno vivere senza.
Non conoscono il mondo senza il denaro.

Non sanno proprio cosa significa!
Si sentono soffocati dai debiti e da qualcosa che non possono sfuggire: che fanno, si mettono a bere l’acqua della fontana?

Sei spacciato.
Certo puoi contare spesso su altre persone come amici e familiari… ma a volte no.

In ogni caso il tema del suicidio rimane un tema controverso, difficile.

Le persone che si suicidano per soldi sono troppo deboli e non riescono a rendersi conto che hanno altre opzioni?
Oppure vivono in un sistema che le ha rese schiave del denaro?

Tu cosa ne pensi?

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *