Ha fatto scandalo, ultimamente, una notizia cinese:
“Padre tenta di uccidere il cane della figlia per non pagare le cure del veterinario”.

La storia è più o meno la seguente: per mancanza di soldi, un padre cinese compra alla figlia un cucciolo ad un prezzo molto basso, per poi scoprire che ha dei problemi di salute.
Così lo portano dal veterinario, e scoprono che ha problemi di cuore: le cure del cucciolo per quattro giorni costano al padre circa 70 euro.

Il cucciolo è in condizioni critiche: il veterinario è d’accordo nell’interrompere le cure nel caso non rispondesse al trattamento.

Ma, dopo quattro giorni, il cucciolo dà segni di miglioramento: il veterinario allora dà al padre un altro trattamento, per il costo di 38 euro.

Fin qui tutto normale.
Ma quello che accade dopo è incredibile.

Il padre rifiuta il trattamento, si rifiuta di pagare, e cerca di portare via il cane dall’ospedale.
Ovviamente, gli dicono che non può: deve prima saldare le spese mediche per portarlo via!

Qui scoppia l’ira: l’uomo va su tutte le furie ed entra nella sala, gridando:
“Se il cane muore, non devo pagare, vero?”

A questo punto prende il cucciolo dal lettino e lo sbatte per terra, iniziando a riempirlo di calci mentre sua figlia cerca di farlo smettere, spingendolo via del povero animale, già sofferente di suo.

Il cucciolo sopravvive (per fortuna) ma l’azione commessa dal padre rimarrà per sempre indelebile nella mente della figlia.

Qui sorge una sola domanda: perché?
Perché fare una cosa del genere?

Purtroppo, ad oggi spesso la risposta è: per soldi.
Le opzioni sono sempre due: a causa di troppi o troppi pochi soldi.

Sin da bambini gira il mito anche nelle favole di come “troppi soldi rendono le persone cattive”, ma che dire quando ce ne sono “troppi pochi”?

Cosa succede alle persone quando non hanno abbastanza soldi per vivere e si ritrovano in situazioni come queste del padre con le spese mediche?
Possono giustificare dei comportamenti del genere?
Portano fuori il loro istinto di sopravvivenza o il peggio di loro?

Io non credo che i soldi rendano le persone cattive: semmai portano fuori il peggio o il meglio di loro, ovvero amplificano la persona che sono già.

Sarebbe semplice, come ha fatto Internet, semplicemente etichettare questo padre come “cattivo” senza guardare l’intera economia cinese e la sua popolazione, e non fare niente per risolvere il problema alla radice.

Sicuramente ogni persona è responsabile delle sue azioni e questa è una di quelle azioni ingiustificabili.

Ma quali pressioni e pensieri possono aver portato una persona a fare questo?
La cultura?
La mancanza di denaro?
La paura? La rabbia?
Una sensazione di ingiustizia nei suoi confronti?

Tu cosa ne pensi?
Può una persona essere buona e sotto pressione o a causa dell’istinto di sopravvivenza fare una cosa del genere come il padre cinese?
Oppure la persona è cattiva di fondo e la mancanza di soldi lo amplifica solo?

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