Mi dispiace, ma stasera non posso!

Scusami, ma domenica proprio non riesco!

Vi ricordano qualcosa? O avete pronunciato una di queste sue frasi oggi!

Niente di male, è un’abitudine che ormai abbiamo tutti…e secondo me ci ha reso schiavi di ciò che accade intorno a noi.

Ma come schiavi? In che senso Koan!

Be pensa che brutto dire “NON POSSO venire al cinema mercoledi!” Non ti fa venire in mente qualcosa di estremamente grave, tipo non posso uscire di casa perché mi hanno legato, o non posso perché sto male e mi hanno confinato in camera!

La differenza è sottile, ma è dove siamo andati a finire che fa diventare tutto questo estremamente pericoloso.

E ora ti spiego meglio cosa è successo e perché tutta questa faccenda rischia di sfuggirti di mano.

C’è una cosa che ci spaventa più di qualsiasi altra oggi, nella società in cui viviamo: IL RIFIUTO!

Pensaci, quando non vieni accettato per un posto di lavoro.

Quando la ragazza alla quale ti sei dichiarato ti rifiuta.

Quando qualcuno ti dice che non vai bene.

Non fa piacere a nessuno, e proprio perché non fa piacere a noi, evitiamo anche di dirlo agli altri. Quante volte hai preferito raccontare una piccola bugia pur di non ferire l’altra persona? Pensaci!

Quante volte preferisci dire, di fronte a un invito, che non puoi, quando in realtà sai benissimo che non VUOI, ma preferisci non dirlo perché in fondo non vuoi ferire quella persona.

Bene, la differenza dove sta? La differenza risiede nel fatto che ogni volta che usiamo il “non posso” reiteriamo un atteggiamento che ci rende passivi agli avvenimenti. “Non posso venire” implica il fatto che ci viene negato di andare da qualche parte, non siamo noi a decidere, ma lasciamo che gli eventi lo facciano per noi.

E anche se, in cuor nostro, sappiamo perché preferiamo dire “non posso” piuttosto che “non voglio”, dall’altra parte il messaggio che arriva è che non abbiamo un minuto libero.

“Pensa, non può neanche permettersi di uscire una sera per venire al cinema…mamma mia, poverino” questo è quello che penseranno di noi se reiteriamo quel “non posso” troppe volte.

E a noi cosa succede? Semplicemente che diventiamo sempre più bugiardi. Pensaci un attimo, se non hai piacere di stare con una persona, quanto ti farebbe onore, davanti a un invito, dirle: “guarda, ti ringrazio per l’invito, al contempo in tutto questo tempo ho notato che non sono a mio agio quando sto con te, e questa sera preferisco stare da sola a casa. Grazie davvero.”

Modifica il messaggio come vuoi, ma rimane un messaggio chiaro, stai facendo un grandissimo gesto per te e risulti essere utilissimo per l’altra persona e per il suo miglioramento.

In fondo ogni occasione di crescita deriva da un momento in cui qualcuno, o una situazione, è in grado di farci capire, chiaramente, che stiamo sbagliando o che non siamo adatti.

Potrei parlare all’infinito di questo argomento, ci sono tante implicazioni sociali, energetiche e comportamentali, e credo che se imparassimo a dire alle persone, chiaramente, quando “non vogliamo” fare qualcosa, ognuno di noi avrebbe modo di migliorarsi grazie a un feedback più onesto e chiaro da parte di chi ci circonda.

Tu cosa ne pensi?

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *