Nel 1959 Milton Friedman disse che “L’unica responsabilità sociale [delle aziende] è fare sempre più denaro”.

Anche se le sue teorie furono molto criticate all’inizio, man mano si insinuarono nelle fondamenta della società come la conosciamo oggi (nel campo delle aziende ed economico).

Per molti è ancora così: fare denaro è l’unico focus, qualsiasi strategia nuova deve portare a questo risultato. Il risultato è che così ogni azienda perde l’anima, diventa un contenitore vuoto fatto di ore passate al lavoro per una macchina di numeri.

Per lo più moltissime imprese italiane non se la passano molto bene, ed altre sono in stallo, crisi o no è sempre stata la situazione. Poche riescono a sopravvivere nel tempo e pochissime a vivere.

Parliamo quindi delle persone, un discorso che è sempre valido ma che forse sotto Natale prende ancora una luce diversa nelle giornate più brevi e più buie dell’inverno.

Se nulla importa, perché conformarsi

Se tanto la maggior parte delle aziende falliscono, moltissime stanno a galla per miracolo, molte fanno fatica ad andare avanti e tante sono in stallo, perché non rimanere fedeli alla stessa energia che ha portato l’azienda a nascere?

L’errore che molti fanno è ricadere in quell’automatismo, rimanere con l’unica responsabilità sociale di fare soldi e smetterla di preoccuparsi dei dettagli.
Per me tre sono i punti cardine:

  • L’azienda è fatta di persone – e non di cose. 
  • L’azienda orbita intorno alle persone – non alle cose.
  • I soldi sono uno strumento e non il fine.

Questo è il mio pensiero, e ci sono persone che sarebbero pronte a contraddirmi, di successo e non. Ma il costo di un successo senza etica è fuori discorso (figurati un non successo anche senza etica). 

C’è sempre gente disposta a lasciare la propria vita personale, le proprie emozioni, la propria persona, i figli, il desiderio di fare un cambiamento positivo e molto altro sul piatto. Ma io non sono una di quelle (e questo credo lo sapessi già).

Le cose non cambiano le aziende, ma le persone sì

Non ho mai sentito parlare di un’azienda che ha successo grazie ad un sistema.
Le idee nascono dalle persone.
I sistemi e le campagne di marketing da sole non fanno proprio niente.
Sono le persone ad avviare le idee, i sistemi e a creare le campagne.

È l’azienda a girare intorno alle persone, sempre.

3 lezioni per ogni azienda

Possiamo imparare dal mondo che cambia, dalle persone e le aziende che cambiano e quindi da questo moto intorno alle nuove idee di cui siamo circondati.
Eppure molte idee sotto il sole non sono nuove: sono le persone che cambiano, e di conseguenza i loro bisogni e la loro espressione.

Queste sono le mie 3 lezioni per le aziende fatte di persone, cioè tutte.

1. Le persone cercano relazioni

Ora, Internet non è più la novità di un tempo.
Il solo fatto che un’azienda abbia un sito web non è una novità, una meraviglia per il solo fatto che esista per quanto sia brutto o poco funzionale, ma è una necessità anche data per scontata. 

Solo se mi dai nuovi stimoli

Le persone cercano relazioni che diano loro qualcosa in più – è anche quello che fanno con le aziende. Instauriamo una relazione con quella che possiamo chiamare “identità collettiva” o, in breve, brand. Ma solo se ci dà qualcosa di nuovo.

Il brand è, dopotutto, sempre fatto di persone. E ispirato alle persone. Per questo si parla di “tono di voce”, “personalità” e “voce”. 

Esserci “tanto per” è come essere invisibili

Quando entri in una nuova comunità, come Internet o un social media, non basta aprire la porta. Devi portare con te qualcosa, qualcosa di nuovo, che prima non c’era, che interessa alle persone che abitano quella comunità.

Attenzione: non qualcosa che interessi a te. Cioè sì, quello che fai interessa a te, ma quando entri su Internet devi trovare il come dirlo che interessa a loro, le persone che leggono e vedono te. Entrare tanto per presenziare equivale ad aprire un negozio sulla strada principale e lasciarlo chiuso o vuoto. 

Nessuno può fare il burattinaio

Instaurare relazioni significa lasciare indietro la nozione che una strategia o una campagna marketing potranno fare il lavoro per te. L’identità dell’azienda, creata dalle persone, è qualcosa che non può essere fatto da un sistema.

Ricorda che tutte le campagne, i video, le foto, i siti belli e scorrevoli, le pubblicità e gli sconti sono solo strumenti, come un abito. Molto chiaro il concetto quando pensi come sta un abito su un manichino e poi su di te o sul tuo amico. Stessa veste, risultato diverso.
Perché sotto c’è una persona diversa.

Umiltà + presenza = relazione di valore

Fare questa analisi è un grande atto di umiltà: molte aziende pensano prima a se stesse e a cosa ne viene a loro della relazione.
Ma se non sei la prima persona ad iniziare con patti chiari, chi ti legge agirà a suo vantaggio senza creare alcuna relazione con te.

Ci sono già altre aziende che creano relazioni, quindi se non sei una di quelle per chi viene in contatto con te (e magari anche acquista!) rimarrai comunque nella sezione relazioni “usa e getta” o “a convenienza”.
Pronti a rimpiazzarti anche solo con un prezzo più vantaggioso di €0,50.

Pensa a come creare una relazione con chi viene a contatto con te

Che tipo di relazione è? Cosa porti che prima non esisteva?
Cosa porti che interessa alla persona davanti a te?

2. Le persone cercano voci umane

Perché sappiamo riconoscere molto facilmente i siti truffa o ci fidiamo poco dei siti fatti male?

Perché sappiamo distinguere immediatamente una voce umana da una che non lo è.
Noi siamo abituati a dialogare solo con le persone, le parole e le conversazioni per noi sono umane.

Quindi quando capitiamo su un sito che non suona umano, immediatamente diventiamo sospettosi e ci fidiamo poco.
Siamo meno preposti ad iniziare una relazione.

Ma non significa che ci fidiamo poco solo dei siti scam – moltissimi siti aziendali rientrano in questa categoria. Parole spente, ritrite, vuote, impersonali, senza alcun significato o valore aggiunto, conversazioni e domande sterili.

I ghostbusters delle personalità

Molti siti sembrano morti, fantasmi su internet che infestano il dominio.

Per disinfestarli esiste un metodo semplice: usare la propria voce.
Usare parole vive e scacciare i cadaveri. 

Affinare la propria voce, la propria personalità certo è ideale, come lo è non fare figuracce o evitare di offendere. Ma molte per non vivere (anche nella vita facciamo errori) si nascondono dietro queste sagome di cartone.

Se un’azienda è statica, è morta

Ad ognuno la propria scelta. Ma se scegli di creare un’azienda, ricorda che è fatta di persone, e le persone non sono nè morte nè statiche.
Si muovono, parlano, fanno errori e si evolvono.
Se l’azienda non fa lo stesso significa che è diventata un cimitero o ha chiuso.

Questo ovviamente mica vale solo in un sito, ma ovunque l’azienda è presente: social media, radio, mail, volantini, pubblicità, spot tv, interviste e così via.
Spesso le aziende si complicano la vita parlando in modi strampalati e lontani dal parlato.
Quando basterebbe pensare alla nostra voce, che è già umana.

3. Le persone ricordano

Ok, vendere e guadagnare per un’azienda è importante.
Non c’è nulla di cui vergognarsi. Anche l’ente di beneficenza ha bisogno di ricevere denaro per portare avanti i suoi progetti. Quindi non c’è vergogna o non bisogna nascondersi da questo fatto.

Ma il denaro è sempre uno strumento

Ogni azienda deve avere la sua missione, la sua visione, non deve essere qualcosa sempre di enormemente grandioso come “salverò il mondo” ma basterebbe anche “voglio fare il miglior pane di Livorno e creare ricordi felici per le famiglie”.
Meglio una visione più modesta ma che viene portata avanti con coerenza, di un “don’t be evil” e poi vendi dati umani a destra e sinistra senza alcun scrupolo.

Le persone ricordano – molto bene

3 chiavi per azienda vive infografica

Ricordi quando qualcuno ti ha aiutato anche se non comportava una vendita per la loro azienda.

Ricordi quando all’assistenza qualcuno ti ha risposto dandoti un tempo realistico e diverse opzioni utili – senza rimandarti al “prossimo operatore disponibile”.

Ricordi quando non ti hanno lasciato attendere in linea con la musichetta – ma ti hanno ascoltato anche in un momento di preoccupazione quando pensavi si fosse guastato il quadro elettrico, la caldaia, il computer o la lavatrice e invece bastava alzare una levetta o premere un bottone.

Ricordi quando hai ricevuto contenuti utili, interessanti e d’ispirazione – senza ogni volta incappare in una CTA all’acquisto con leva di tempo e scarsità.

Ricordi quando un video, un’immagine o delle parole ti hanno fatto provare qualcosa – oltre il senso d’ansia per gli sconti incredibili e imperdibili al Black Friday per sole 48 ore.

Queste sono esperienze umane e universali, leggermente diverse per ognuno, ma che tutti ricordiamo. Ricordiamo bene un aiuto dato che ci era veramente utile, a prescindere che fossimo clienti di quell’azienda o no. A prescindere che la nostra azione portasse denaro all’azienda.

Il primo passo è il nostro

Se noi non siamo i primi a investire nelle relazioni non aspettiamoci che lo faccia la persona davanti a noi, che per di più probabilmente ha mille altre opzioni davanti a sé per lui o lei quasi indifferenti.

Ricordiamoci di questo quando pensiamo di non mettere quel qualcosa in più che ci rende unici, quando non prestiamo attenzione ai dettagli perché tanto nessuno li guarda o non sono “obbligatori” per entrare o stare in un mercato, ma soprattutto ricordiamoci di questo sempre:

Tutto gira sempre intorno alle persone, non alle cose.

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Un commento

  1. Concordo .,che le relazioni umane sono quelle azioni che portano avanti un’azienda ,che non vedono le persone solo come fare crescere i tuoi affari. Certamente i soldi sono la leva per creare profitto, ma come tu dici il denaro è necessario per la buona riuscita basta ricordarsi che deve essere un mezzo non un fine

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