Mi ricordo come fosse adesso il momento in cui stavo chiudendo il lucchetto del container che avrebbe preso il largo verso gli Usa.

Era tutto reale, vero!
Il nostro sogno di vivere negli Usa, lo avevamo fatto diventare realtà (e non avrei mai immaginato quanto fosse riduttivo il nostro sogno per tutto quello che avremmo fatto nei dieci anni successivi).

La Florida, Sarasota, villa da sogno, paese tropicale, suv gigantesco.

Il vero sogno a stelle e strisce

Tutto bene, sino qua.

Ovviamente essendo una persona preparata e attenta avevo anche predisposto la mia bella iscrizione all’ Aire. Con gioia abbandonavo la residenza italiana, per sempre, e l’avvio della pratica era per me una semplice a banale procedura.

Correva l’anno 2009. Ma non ero preparato a quello che sarebbe successo.
Non sapevo che L’Aire fosse il girone dei dannati senza un Caronte che ci facesse da guida.

Dante? Di lui nemmeno l’ombra.

L’Aire (associazione italiana residenti allestero) è un buco nero di mancate risposte, incompetenza, lentezza e malcomprensione. Ma io ero ancora ingenuo in merito.
Con il nostro avvocato mandammo tutta la documentazione richiesta.

Silenzio.

Molto rispettosamente (alla Fantozzi) chiedemmo degli aggiornamenti.

Silenzio.

Intanto il tempo scorreva impietoso. Presi una decisione, feci fare un controllo all’anagrafe di partenza.

Loro rimasero basiti.

Altro che Sarasota, Florida, Usa

Risultavo iscritto all’anagrafe, insieme a tutta la mia famiglia, di Montalbano Jonico in provincia di Matera, Basilicata, Italia.
Forse l’addetto all’Aire non conosceva la Florida oppure era convinto che la Basilicata fosse una nazione estera.

Sta di fatto che risultavo ancora residente in Italia. Apriti cielo.Tuoni e fulmini verso l’Aire.

Risposta? Silenzio.

Email a raffica, tentativi di entrare in contatto telefonico.
Risposte? Silenzio.

Idea? Rimandare da capo la pratica, con tutti i documenti.

Far intervenire il comune di partenza chiedendo aiuto all’impiegato comunale (conscio dell’errore).

Risultavamo residenti negli Usa

Dopo circa 12 mesi la grande notizia.
Senza che mai nessuno ci segnalasse nulla.

Due anni di doppia imposizione fiscale da giustificare (ovviamente risolta, ma perse tante ore e soldi per rimettere a posto un errore che non era mio).

Eh già, devi sapere che l’iscrizione all’Aire, oltre che essere obbligatoria, è il punto cardine per smettere di versare le imposte in Italia rimanendo perfettamente in regola sotto tutti gli aspetti.

Non solo. Qualsiasi documento devi fare in Ambasciata estera prevede che tu sia ufficialmente residente all’estero.

E solo l’Aire lo può fare.

Se ancora sei in Italia (mi auguro di no per il tuo bene) e stai pensando di andare via (occhio che la quarta ondata l’hanno programmate per i primi di settembre e le restrizioni saranno molto peggio) oppure se sei all’estero e non hai ancora fatto l’iscrizione all’Aire (o magari non hai controllato che cosa hanno fatto) è bene che ti prenda cura di questo farraginoso meccanismo burocratico.

La differenza la fa sempre la conoscenza: a me questo errore dodici anni fa mi è costato parecchie migliaia di euro senza considerare tutti i rischi annessi e connessi se non avessi risolto il problema.

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