Diciamo sempre: più libertà, più tempo e più ricchezza.

Questo presuppone anche quindi uno stato di felicità.
Che senso avrebbe altrimenti avere più libertà, tempo e ricchezza…se non sei felice?

Facciamo un passo indietro: è stata lettura di un articolo stamattina che mi ha ispirato nello scrivere su di lei (la felicità).


Qualcuno diceva:

“La felicità è come una farfalla, se la rincorri vola via”

Ma cos’ è, la felicità?
Tutti la desiderano ma nessuno la possiede.

Perchè la felicità si vive, non si possiede!

La rincorsa alla felicità uccide. 

Ma l’acquisto della felicità?
Forse quello è possibile.
La Repubblica racconta, racconta di un mondo dove per molto tempo la “variabile” più vicina alla felicità è stata per molto tempo “l’utilità”.


La soddisfazione legata al consumo.
Compro o consumo qualcosa che mi è utile quindi sono per forza felice, no?

Pensaci un po’, la risposta non è così scontata. Insomma, la società occidentale e i social network si ostinano a raccontare questa versione della farfalla della felicità.

Il sorriso è un bene da consumo: producilo, preservalo e compralo.


Tutto è producibile, tutto è acquistabile: basta acquistare un biglietto per la prossima giostra.

Ma non può esistere un pensiero più sbagliato di così!
Se veramente l’utilità potesse comprare la felicità, allora ogni anno quasi il 30% della popolazione adulta non soffrirebbe di un disturbo psicologico classificato. Queste nuove “malattie” sono crescita – anche tra i giovanissimi – ansia, depressione e dipendenze. (basta chiedere all’Oms, no?)

La dittatura della ‘ contentezza’ , dell’acquisto della felicità- le persone diventano “meno di persone” ma solo consumatori.

Come fare?
La soluzione è semplice: consumare di meno.

Non smettere. Ma prendere le distanze.

Desidero questo e mi rende felice perchè lo desidero o perchè è qualcosa che viene venduto come “utile quindi mi rende felice”?

Per scoprire questo bisogna prendere le distanze.

Riprendere ad essere persone. 

Raggiungere la felicità? No grazie.

La felicità è un viaggio che dura per sempre.

Tu cosa ne pensi?
Cosa significa per te “essere felice”?
Facciamo una prova:  scrivi 2 esempi di “acquisto di felicità”, e vediamo se riesci anche tu a vedere questa “Economia della felicità” nel consumo. 

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