Molto spesso si sente dire che gli haters sono una grande pubblicità.

Più o meno tutti coloro che lavorano sul web o nella comunicazione sanno quanto è vero il detto: “va sempre bene, purché se ne parli”.

Ebbene ecco uno dei vari motivi.

Spesso gli haters, o coloro che criticano insultandoci sotto le nostre sponsorizzate o i nostri post, lo fanno perché in qualche modo provano rabbia, spesso provano rabbia proprio leggendo ciò che scrivi, perché o non sono riusciti ad ottenere lo stesso tuo risultato e quindi lo reputano impossibile, oppure perché sanno che su quella cosa stanno sbagliando e gli dà fastidio che il nostro contenuto glielo ricordi.

Nel 90% dei casi l’hater sbaglia su un punto:

non si forma riguardo a ciò che si accinge a criticare.

Il risultato qual’è?

Che chi gli risponde, se è preparato nel farlo, inizierò a rispondere per argomenti, cercando di risolvere l’obiezione dell’hater.

L’hater, a sua volta, non avendo argomenti per rispondere, accingerà ai genitali e alle feci per insultarti e cercare di “ferirti”.

All’occhio degli altri lettori, che emotivamente non sono coinvolti nella stessa battaglia che sta affrontando l’hater, leggeranno il contenuto della discussione in maniera distaccata, sancendo che l’hater ha qualche disturbo di ordine mentale o è esageratamente arrabbiato per qualcosa, mentre la società che sta dietro alla pubblicità o al post sponsorizzato per lo meno cerca di rispondere e di spiegare il proprio servizio a chi scrive.Molte volte sono proprio gli hater a darci la possibilità di creare dei “botta e risposta” che poi diventano virali…e tutto questo, ovviamente, non è altro che pubblicità gratuita! 😉

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *