Roberto, c’era una volta una storia che inizia con Facebook, un social che un tempo era nuovo, frizzante e dinamico. Ma ancora prima con una rivoluzione sociale economica, che ha messo fuori gioco grandi aziende e messo sul piedistallo altre.

In un tempo virtuale lontano

È il 4 febbraio 2004 quando Zuckerberg lancia il suo Facebook per (stando alla leggenda) rimanere connesso con gli altri studenti del campus. Ma dobbiamo aspettare il 14 Maggio del 2008 (parecchio tempo!) prima che arrivi in Italia.

Neonato e pieno di speranze, Facebook fa da apripista ai social per come li conosciamo oggi. Ma non voglio stare qui a farti la predica di ogni social uscito: facciamo che zoomare su una persona sola, che si è iscritta alla sua apertura.
Con curiosità ho aperto il mio primo profilo. E ho iniziato a postare, conservando ricordi e chiedendo l’amicizia ad altre persone che conoscevo per lavoro.

Una lunga storia assieme

In relativamente pochi anni Facebook ha accumulato quasi due miliardi di utenti ed è diventato il portale N°1 con cui mi connettevo con la community intorno al movimento di Tribeke.

Abbiamo creato la prima diretta Radio Tribeker, in una lontana sera scura e fredda intorno a quel famoso isolato, abbiamo messo in streaming eventi come l’Hero Camp e abbiamo condiviso opinioni, pensieri, foto e momenti insieme durante gli eventi live.
Un investimento emotivo importante e duraturo: con più di 14.000 membri nel gruppo privato, i flussi di interazione diventavano interessanti da gestire, per non parlare di tutti i progetti collaterali portati avanti.

Meritiamo un felici e contenti?

Ma non è stato Facebook a regalarci un felici e contenti.
La spinta a monetizzare combinato con l’enorme potere a livello di dati di Facebook ha fatto sì che diventasse una multinazionale poco simpatica e parecchio arrogante.
Certo che le aziende non sono qui per fare beneficenza. Ma quando si gioca a fare gli intoccabili, non c’è da sorprendersi se poi appena un social migliore viene fuori la gente si sposta.

Parlo di Instagram? No. In più Facebook è riuscito anche a mettere le mani su quello.
Oltre che su Whatsapp, un altra che ha perso moltissimo terreno

App di messaggistica? Sì, ma non solo
La stella di cui parlo è Telegram. Ancora quasi nessuno ha usato il suo potenziale per sviluppare il proprio business. Ma si sta rapidamente spostando da app di messaggistica a social, con canali, chat vocali, chat video, possibilità di fare questionari e molto altro.

I più grandi canali per ora sono principalmente di utenti già famosi o su base volontaria/comunitaria, ovvero non legati ad un business ma per condividere o per credo o passioni comuni. Pochi hanno compreso quanto Telegram può essere cruciale per sviluppare un business.

Ah sì, e come?

Può sembrare curioso. Ma molti si sono stancati di dover sottostare al censimento randomico di Facebook, la competizione costosa delle loro ads e la difficoltà che provoca quando cerchi di utilizzarlo per sviluppare un business.
Come dicevo nel workshop, hai bisogno di creare una comunità intorno al tuo business.
E per farlo hai, ovviamente, bisogno dello strumento giusto.
Uno strumento libero, che ti permetta di connettersi direttamente con la tua community, di comunicare senza filtri e dare vicinanza e possibilità di connessione anche fra le persone.
Come dicevo nella scorsa mail, le persone cercano conversazioni. Con le persone- non con le aziende.

Eravamo in pochi, ed ora siamo 1.548

Chi si ricorda il nostro canale quando è nato, ricorda anche i numeri sullo schermo: circa 200 membri, niente di più.
Poi con un lavoro intensivo per curare la nostra community su Telegram siamo arrivati ad avere più di 20 membri nuovi al giorno. Da 200 persone interessate, partecipi e che hanno sentito un valore più grande dai radio tribeker del mattino che abbiamo iniziato a tenere sul gruppo (ora siamo già oltre i 1000 radio freedom totali!).
Con un lungo flusso di conversazioni, scambi interessanti e una schiera di persone disposte a darti un consiglio, citarti un link o un libro perso durante la diretta o semplicemente pronte a scambiare opinioni e imparare qualcosa in più.

Di una community devi sempre vedere la sua attività: cosa dice, come si muove.
È un indice di salute della stessa.
Io mi ritengo molto fiero della nostra community su Telegram, che dimostra ogni giorno di essere partecipe e pronta anche a condividere cosa ha imparato con altri.
Questo arricchisce non solo loro stessi ma anche sempre più persone.

Nel silenzio, siamo i primi

Nel generale silenzio (relativo rispetto al resto) su Telegram creo il primo super workshop su come utilizzare Telegram per il business. Si terrà il 21 Luglio.
Iniziano già a spuntare le guide su come utilizzare Telegram per il business, video e qualcosa in più, ma poco in realtà.
Ed è per questo che (come è stato per ogni social) sento un grande potenziale da iniziare a sfruttare ora.

Infatti nel workshop parliamo di:

  • Che cos’è Telegram
  • Profilo personale, gruppi e canali
  • L’impatto psicologico di Telegram
  • Strumenti utilizzabili
  • Statistiche
  • Come costruire una community con Telegram
  • Come ampliare la community con Telegram

Puoi già acquistare qui il tuo biglietto, che comprende anche la registrata!

Spero che anche tu inizierai ad utilizzare Telegram come un nuovo canale diretto, trasparente e intimo per connetterti e creare una forte community intorno al tuo business. È e sarà secondo me uno strumento chiave soprattutto per i tempi che verranno.

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