In questa foto vediamo due mondi che collimano fra di loro: due donne bionde in tiro che si fanno una foto davanti a Chanel e accanto un mendicante vestito di stracci che elemosina qualche moneta.

Due mondi che in una sola foto creano un contrasto che fa provare emozioni miste: disgusto, disprezzo, rabbia o addirittura odio.

Ma verso chi? Verso le donne o il mendicante?

Sotto questi post solitamente troviamo due tipi di persone.

La prima è la moralista, il cittadino buono e giusto: che schifo, che odio, sono delle stupide, l’umanità è arrivata al culmine, non c’è più religione e così via.

Poi c’è la seconda, rarissima, che ha da dire sul mendicante: smettila di frignare, di mendicare, essendo in una città e non nella tundra africana potresti alzarsi e lavorare, invece puoi mendicare solo perché non c’è un leone che sta per mangiarlo o il sole che se non si muove gli cuoce la pelle.

Solitamente questo commento arriva da una persona che ha realmente vissuto queste situazioni.
Ma lasciamolo stare un attimo.

Parliamo invece della prima, che rappresenta circa il 99% delle persone che commentano sotto questi tipi di foto, i leoni moralisti da tastiera.

Sono prontissimi a dire:
Che egoiste!
Fate schifo!
Siamo al limite dell’umanità!
Stiamo perdendo il senso delle cose (poi, quali cose non si capisce, però le stiamo perdendo secondo lui o lei)!
Le persone stanno perdendo l’empatia per le persone!

Dai commenti più filosofici a quelli più rozzi, sono davvero creativi.
Ma nella realtà?

Probabilmente in quel momento loro stessi sono passati davanti alla persona “povera” evitando il suo sguardo.
Probabilmente l’ultima volta che hanno dato trenta centesimi ad una persona mendicante o un artista di strada avevano 3 anni ed era con la madre.

La stessa persona che è pronta a battersi come paladino della giustizia, nella vita vera di tutti i giorni non fa un bel niente: neanche un giorno di volontariato ad una mensa per i poveri.

È forse anche la stessa che non dona, non regala, non aiuta e non è disponibile quanto fa credere di essere sui social.

Perchè credo che stiamo assistendo ad un’altro fenomeno da social:
L’importante non è agire, ma commentare su Facebook.

Mi spiego meglio: l’importante non è che davvero aiuti le persone nella vita vera, ma che su Facebook commenti le faccine tristi e frasi come “che tristezza…” sotto le foto dei bambini denutriti.

L’importante è che segui la massa dei pecoroni che piangono insieme al “terzo mondo” e che mandi bacini sotto i post di chi ha bisogno di denaro, come se i cuoricini elettronici servissero per pagargli la cena.

La verità è che non servono proprio ad un bel niente: ma l’importante è la percezione che hanno le altre persone.

Commenti con le faccine che piangono sotto la morte dei cuccioli di pangolino? Sei una brava persona.

Non condividi i post sulla tua bacheca dei bambini che muoiono per le bombe?
Come sei insensibile!

Poi non importa se fai volontariato tutte le settimane nella tua città, perché quello non fa scena. Sai che noia, andare a pulire le strade o le spiagge.

E soprattutto non lo comunichi a raffica sulle stories di Instagram: quanto sei buono se non ti fai vedere ogni tre secondi con in braccio un bimbo africano strappandolo dalla madre per farti un selfie?

Un fenomeno preoccupante.
Tu cosa ne pensi?

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