Qualche giorno fa mi trovavo a Marrakech, ed era esattamente come la ricordavo: caotica, magica, unica.

È stato proprio questo luogo ad ispirarmi a parlare di dubbio, curiosità e meraviglia: lo shock culturale e la differenza radicale fra i pensieri, la cultura, lo stile di vita, le credenze e la propria visione del mondo creano il terreno perfetto.

Per questo che ho iniziato facendo due domande, per richiamare il tema di oggi: il dubbio, ma anche la curiosità e la meraviglia.

Espandiamo il tema della scorsa settimana sulla contaminazione e  riprendiamo in parte anche quello in cui abbiamo parlato di una comunicazione volta ad arricchire entrambe le parti.

Il dubbio è un ottimo alleato, che ci riempie di energia e di vivacità verso la vita, fa continuare la meraviglia e la curiosità anche oltre l’età bambina.
Credo che il dubbio sia strettamente collegato alle vite contaminate di cui abbiamo parlato, ovvero persone ricche di competenze e passioni che si dimostrano preziose per la società.

Ma come si fa mantenere il dubbio, soprattutto in una società in cui siamo chiamati costantemente a prendere parte e a dare la nostra opinione, anche su temi di cui non sappiamo nulla o non hanno vero impatto sulla nostra vita? Le notizie e i social media tendono ad avere questo effetto secondario in cui la nostra energia “opinionistica” viene chiamata in causa molto spesso, e ci ritroviamo molte volte a dei bivi in cui scegliere, provvisti solo di spizzichi e bocconi di informazioni sul tema.

Il dubbio secondo me può ricaricarci di energia e diminuire anche lo stress da “chiamata in causa a dare un opinione”, facendo fluire queste chiamate all’opinione come il respiro durante la meditazione. 

Come nutrire il dubbio?

Possiamo imparare dalla nostra infanzia – il momento in cui eravamo più pieni di dubbi – e coltivare, nutrire quel senso del dubbio che provoca curiosità e meraviglia con cui siamo stati provvisti sin dalla nascita.

Un po’ come se fosse un muscolo, una pianta o una trama intessuta sul telaio: scegli pure la metafora che preferisci.

Come? Anche qui i libri ci vengono in aiuto, anche perché ammetto che (come si poteva capire) li adoro! Ma non solo i libri.

Perché fare una proposta di lettura di libri apparentemente decontestualizzati da tutto ciò che è il tema della libertà, delle conoscenze magari professionali?
O diversi dai consigli simili ai libri di “self-help” (auto-aiuto) che fanno discorsi belli, anche lunghi, magari accompagnati da affermazioni?

La verità è che sono grande sostenitrice dei consigli pratici, anche i più piccoli, anche nei concetti astratti come “mantenere il dubbio”. Non credo che basti un bell’articolo con una visione diversa, nonostante sia già tanto, e possa fare la differenza. Credo che si possa andare ancora più in profondità e, con un pizzico di creatività, dare degli strumenti anche divertenti che possono fare toccare con mano il discorso.

In più credo nelle piccole abitudini. Sono come “bombe” esponenziali del proprio stile di vita, miglioramenti che echeggiano e si fanno sempre più grandi con il passare del tempo.

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il “lo devo proprio fare?”

È bellissimo pianificare tutte le attività nuove e creare mille bucket list di viaggi, esperienze e nuove conoscenze. Dà un rush di adrenalina, fa andare in estasi l’immaginazione.

Il detto comune del dire e fare con il mare in mezzo non credo sia proprio esatto.

Il vero divario spesso è il pensiero di dover fare quella cosa, non dell’azione stessa.

È il pensiero di presentarsi alla prima classe di salsa rigidi come uno stambecco (e se non sono portata? vale la pena andare alle 10 di sera?).
È il pensiero di doversi informare su come fare snorkeling dalla spiaggia (ma si potrà fare? e se poi mi multano o mi scontro contro uno scoglio e faccio una figuraccia?).

È il pensiero di capire come diamine si fa, è il momento in cui ci cimentiamo nella ricerca o nelle difficoltà della ricerca che spesso ci frena. È il “lo devo proprio fare”?
Dopotutto, quell’attività è nuova e non sappiamo neanche se ci porterà beneficio: potrebbe essere solo un capriccio, una noia o un desiderio non poi così importante.

Questo fa in modo che prendiamo quel germoglio e lo soffochiamo gettandoci sopra trecento chili di asfalto. Questi pensieri: alla porta!
È solo quando investiamo nella “ricerca e sviluppo” di noi stessi, proprio come il settore di un’azienda, che otteniamo i massimi risultati. Prendersi un impegno parziale è ottenere risultati parziali, per citare Robin Sharma nel libro “Il club delle 5 del mattino”.

Come approcciarsi a questa lista?

Con un po’ di fiducia, di curiosità e di atteggiamento aperto alla meraviglia, possiamo nutrire il dubbio scegliendo di leggere o guardare un video che è completamente al di fuori della nostra competenza, visione personale e molto altro, anche su temi che non abbiamo mai ritenuto interessanti prima o per cui pensiamo di “non essere portati.”

Iniziando questa lista anche io ho lasciato indietro il concetto di “rilevanza” e sono andata a ruota libera su libri curiosi che possono, secondo me, nutrire il senso del dubbio.

Riprendere contatto con la vergogna e l’imbarazzo

Dobbiamo avere fede nella nostra plasticità, nella nostra capacità di cambiare, apprendere cose anche che abbiamo lasciato indietro o che a volte tornano a galla ma non abbiamo mai afferrato, o che mai forse ci sono venute in mente.

Ma non solo: è importante riprendere il contatto con l’imbarazzo.
Spesso quando si cresce si smette di avere un aspetto buffo, ridicolo o imbarazzante come quando riguardiamo le nostre foto da bambini.

Eppure quando i bambini hanno un aspetto buffo e imbarazzante?
Quando stanno imparando!

Come sono i loro primi disegni?
Quanti errori fanno per salire sullo scivolo?
Quanto fango portano a casa?
Quanti disastri fanno con il piccolo chimico?

Io riguardo le mie foto da piccola con il camice e le provette, tutta sporca di pennarelli, pasta, caffè, zucchero e chissà cos’altro, con il sorriso stampato in faccia – e mi auguro di conservare sempre questo aspetto.

Riabbracciare il disagio non è solo uno slogan cool della formazione trendy, non è solo “vai oltre la paura” con un senso di fighitudine, coraggio e slancio su un kayak oltre l’orizzonte, ma il disagio quello viscerale, infantile, imbarazzante – è la vulnerabilità di chi ha una forza immane, e non teme di mostrarsi mentre sul kayak si rovescia in modo stupido ma riemerge sorridendo fra la sabbia e il fango.

È la forza di un bambino.

Perché respiriamo dalla bocca?

Il titolo di questa mail è voluto. Ti chiedo di prendermi seriamente e di indagare anche tu su questa domanda, davvero. Perché non assorbiamo acqua dalla pelle come le rane, o prendiamo tutta la nostra acqua dal cibo come i koala? 

Realmente nessuno sa dire il perché, nessuno ha la certezza, ma il viaggio lungo questa strada del perché ci porterà a scoprire meraviglie.

Nutrire il dubbio è proprio questo. È chiedersi: “Cosa significa alzarsi e spalare la neve di un metro per arrivare a scuola e considerarlo normalità? Quante altre stranezze sono normali per un bambino in Islanda? E quante cose normali sarebbero stranezze per lui o lei?”

Stiamo dubitando di quello che sappiamo, del fatto che le nostre abitudini siano scontate, o di quanto percepiamo del mondo intorno a noi, e di quanto ancora abbiamo da scoprire.

Alcuni libri – personalissima selezione!

Anticipo che non ho letto tutti i libri – mi sembra siano 3 o 4 – e alcuni come quelli infografici li ho letti sporadicamente in modo non sequenziale, ma o conosco qualcuno che li ha letti, o li ho regalati, o li ho scorsi in libreria e sono nella mia wishlist prossima di libri.

È tempo di tuffarci in nuove acque, senza sapere dove ci porteranno!
Al peggio di ogni cosa avremo capito che, per ora, non ci interessa molto sapere che i cavallucci marini maschi tengono le uova. Però forse questo fatto ci potrebbe far rendere conto di quanto le distinzioni di genere umane siano nostre, e non siano scontate nel mondo animale. Infine, ricordiamoci sempre di condividere: possiamo accendere la curiosità in qualcun altro, regalando quel libro – e in questa ricerca non avremo finito, ma solo iniziato.

  1. Gusto mondo

Io l’ho acquistato senza sapere che era progettato per un pubblico più giovane.
È un libro che illustra come mangiano i paesi del mondo, parlando della colazione, dei piatti tipici e degli ingredienti. È molto bello visivamente e anche grosso come dimensioni.

Aiuta a ricordarci come anche le abitudini che diamo più per scontate sono radicalmente diverse fra le persone, oltre che regalare una lettura divertente e curiosa.

  1. Il libro degli esseri a malapena immaginabili

Un libro che sembra parlare di creature o ha l’aria di essere un bestiario ma che in realtà parla di connessione e di creature, sì, ma spaziando in riflessioni filosofiche, scientifiche, storiche, artistiche, antropologiche. Il tutto partendo da un animale, incluso l’uomo.

Ci vuole tempo a leggerlo ma si può facilmente leggere un animale alla volta.

  1. L’atlante sentimentale dei colori

Uno dei più bei libri che ho mai letto, ma non parlo di narrativa. È un atlante che racconta la storia di 70 colori, scelti dall’autrice. Il libro è diviso in sfumature ed è piacevole e armonioso anche solo scorrere le pagine.

  1. Atlante delle emozioni umane

Sempre un atlante, ma che invece parla delle emozioni umane, anche quelle che non abbiamo provato o che abbiamo provato ma non ne conoscevamo il termine, spesso perché è in una lingua diversa dalla nostra o da quelle che parliamo.

Un libro che alza la nostra sensibilità a quanto le emozioni (per dire in senso generale, perché ci sono sentimenti, stati d’animo, etc.) siano varie, sfumate e anche temporanee.

  1. Atlas obscura

Uno dei miei libri preferiti, originariamente un sito (blog) che noi seguiamo sempre per i nostri viaggi ed esplorazioni. È una guida al curioso, al bizzarro, allo strano e all’unico in tutti i paesi del mondo. Spesso si trovano meraviglie o stranezze, a pochi passi da casa, e ci fanno rendere conto di quanto esista, nascosto ai nostri occhi, che ci tocca scoprire.

  1. Gastro Obscura

È un libro scritto dallo stesso blog, ma ho voluto citare tutti e 2 i libri perché questa è la versione alimentare, ed è completamente diverso dall’Atlas Obscura originale. È una lettura emozionante, che sono sicura farà venire voglia di esplorare, anche se non tutto nel libro potrebbe essere “assaggiabile”.

  1. Atlante dei luoghi maledetti

Questo è uno dei libri pubblicati dall’Ippocampo di una collana che include altri atlanti di luoghi: che non esistono, misteriosi dell’antichità, infestati…ma anche atlanti di tesori di mare e di molto altro.

Consiglio uno di questi libri, quello che ti incuriosisce di più, e sono sicura che porteranno abbastanza meraviglia da far fremere il sito di Skyscanner o qualsiasi altro strumento di viaggio. Io ho scelto questo perché è uno di quelli che preferisco.

  1. In a nutshell (canale Youtube)

Non è un libro, ma un canale Youtube, che racconta teorie interessanti, ma il suo punto forte è la narrazione. I titoli sono tutti tremendamente accattivanti.

I suoi video sono spettacolari a livello visivo, con uno stile illustrativo animato e unico, molto diverso da quello che mi aspettavo. Per chi è del settore, sembrano vettori creati su Illustrator, più che illustrazioni per così dire “ a mano libera”.

Consiglio particolarmente il video sulla fauna scomparsa.

  1. Perché gli spaghetti alla bolognese non esistono?

Questo è un libro che è nella mia wishlist e che leggerò a breve: mi ha colpito l’occhio qualche tempo fa. Parla di curiosità alimentari, con domande semplici e apparentemente scontate, che può essere una lettura curiosa.

Un libro che può riportare anche da adulti nel periodo dei “perché”.

  1. Terre scomparse

Un libro che parla di terre che oggi non esistono più, e già solo questo ha il sapore di un passato seducente, che richiama qualcosa di atavico in noi, perché parla di storie che conteniamo ma che non conosciamo (ancora). Presto leggerò questo libro.

  1. Infografica della seconda guerra mondiale 

Intenso e toccante, illustrato in modo meraviglioso. Le infografiche sono, ovviamente, state progettate benissimo: evidenziano in modo crudo uno degli accadimenti recenti più importanti dell’ultimo secolo. Non una lettura leggera, ovviamente, ma ideale per toccare delle corde diverse dentro di noi e far scaturire delle riflessioni.

  1. Botteghe di Tokyo

Sono tavole illustrate (splendide) degli edifici tipici di Tokyo. L’artista non è giapponese ma vive ormai da molti anni lì, e dimostra quanto conosca in modo meticoloso i suoi edifici.
Se siete stati a Tokyo, vi toccherà il cuore riportando indietro ricordi bellissimi (mi auguro!) e aumentando la vostra curiosità sulla loro storia. Se non siete stati a Tokyo, farà lo stesso ma anziché evocare ricordi aumenterà la vostra voglia di conoscere e visitare questa città e rendere omaggio a questa cultura distinta.

  1. Il giovane antropologo: racconti da una capanna di fango

Un libro divertente che ci porta nel viaggio assurdo di questo giovane antropologo che decide di studiare le popolazioni in Camerun nella metà del 1900 e vive situazioni talmente diverse che dovremmo credergli sulla parola.

Personalmente mi è piaciuto moltissimo.

  1. Le mie risposte alle grandi domande

Mi sono appassionata di Hawking alle elementari, con il libro “Caccia al tesoro nell’universo”.

Questo è l’ultimo libro che ha scritto prima della sua morte, ed è una lettura interessante dopo l’altra. Una specie di sessione D&R con una delle menti più brillanti del secolo.

  1. Le vie del senso

I libri di Annamaria Testa sono sempre nella mia lista di lettura sia per passione che per professione.

Questo in particolare credo meriti un posto in questa lista perché spiega con una semplicità disarmante quanto le parole, e quindi la nostra comunicazione, prosperi nelle sfumature.

  1. Spiriti e creature del giappone

Le illustrazioni di Lacombe ti chiamano dalla copertina, e ti trasportano in una dimensione nebbiosa, inquietante e antica.

Anche se avete mai letto qualcosa sui miti giapponesi, questo libro è sicuramente diverso: lo dico perché anche io ne ho letti sulla mitologia (da appassionata) ma questo è veramente eccezionale.

La sinergia testi/illustrazioni è arte pura.

  1. La cucina coreana illustrata

C’è anche la versione giapponese e anche quella sullo stile di vita giapponese (è una collana, ma di autori diversi) ma io ho scelto quella coreana perché di Giappone ne abbiamo già parlato e mi piace particolarmente questa. Potrebbe anche essere un ottimo regalo.

  1. Necronomicon

Le opere di Lovecraft espandono la nostra concezione di immaginazione come pochi.
Ancora oggi le sue idee riecheggiano in tanti film, come lo stesso Dr. Strange Multiverse of Madness (che ho appena visto e consiglio).
Lui è uno dei miei personaggi preferiti in assoluto e l’influenza lovecraftiana è evidente.

Il Necronomicon è il libro di cui lui racconta nelle sue storie, che si dica renda pazzi gli uomini che lo leggono, oltre che il titolo di questa raccolta di racconti.

Consiglio caldamente la lettura: se di notte, da soli, a luce di candela o di giorno con le finestre spalancate, gente intorno e più luce possibile, questo dipende da te.

  1. Altre menti

Un libro molto inusuale che racconta come i polpi siano (per parafrasare l’autore) “l’unico esperimento indipendente di intelligenza oltre l’uomo”. Non so che dire di altro, se non che è un tema molto inusuale su cui scrivere in un libro, e che l’ho voluto appena l’ho visto.

Mi sta piacendo molto e può essere un libro curioso per chi vuole seguire una passione o buttarsi in un campo molto nuovo.

L’esplorazione di altre menti è un viaggio anche all’interno della nostra.

  1. L’ordine del tempo

Ho letto prima questo delle celebri “sette lezioni di fisica” di Carlo Rovelli, e devo dire è per ora il mio preferito.

Dà una visione nuova al tempo e alla costruzione umana di esso, con parole (anche se a volte rilette un paio di volte) che sono comprensibili anche a chi non è del settore. 

  1. Il codice delle creature estinte

Non è un libro narrativo, e neanche un libro non-fiction. È un libro illustrato completamente immaginario, bizzarro e assurdo. L’immaginifico autore è un dottore pazzo e geniale. Una lettura unica.

  1. Distruggi questo diario (wreck this diary)

Non l’ho ancora mai avuto, ma lo conosco bene. Più che una lettura sarebbe forse un anti-lettura, una scrittura distruttiva ma che in realtà distrugge per creare qualcosa di nuovo. Insomma, se ti cimenti, lo compri ad occhi chiusi e lo segui.

  1. Avventura nell’artico

Non tutti sanno che lo scrittore di Sherlock Holmes era, oltre un detective, un esploratore e un appassionato del soprannaturale, oltre che un medico. Questo è il suo diario di viaggio come medico di bordo nell’artico, in un tempo dove le esplorazioni erano ancora più difficili e incerte, ma si era più che equamente ricompensati dal proprio coraggio.

  1. La nazione delle piante

I libri di Stefano Mancuso mi piacciono tutti, ma questo merita un posto speciale.

È come leggere una costituzione, con concetti di etica, struttura di pensiero e morale completamente diversi da quelli che siamo abituati. È un libro che apre la mente.

Sono tanti libri, e anche questo martedì concludiamo un lungo viaggio dalla prima parola all’ultima.

La lista non è definitiva, non è la migliore, e ho dovuto fermarmi: 24 mi sembrava un bel numero. Ora ti invito a scegliere un libro (facendo la conta, scegliendo il libro che ti ispira di più o qualsiasi altro metodo preferisci) e di mandarmi uno o più libri che tu ritieni dovrebbero essere in una lista come questa.

Ah, e se hai letto uno o più di questi libri, mi farebbe piacere sapere se hai qualcosa da dire riguardo cosa ti hanno portato.

Io ne sarò molto felice, e potremo arricchire le librerie, le menti, il cuore e le librerie di entrambi. O fare un regalo memorabile.
In tutti i casi, continueremo il nostro viaggio verso il dubbio, la curiosità e la meraviglia.

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