Dire che è il secolo del dragone non è nulla di nuovo. Ma cosa significa esattamente? 

Un enorme, globale, ciclo dell’eroe

Prima ancora della crisi covid il mondo stava già attraversando un cambiamento- anzi- una pletora di cambiamenti. Piccoli cambiamenti avevano iniziato a tirare fili invisibili e spostare equilibri fragili. Fino a diventare enormi e sotto gli occhi di tutti.

Non solo. Le sfide che ci troviamo davanti da affrontare come umanità si sono fatte multiple e ardue. Chi incolpa il covid per i cambiamenti che stiamo vivendo oggi viveva prima con una benda sugli occhi. O con un’eccessiva dose di ingenuità.

(e anche per il covid, visto che lo stesso Bill Gates avverte da anni che ci sarebbe stata una grande pandemia e si erano anche preparati con l’evento 201 a ottobre del 2019)

Erano passati tre quarti di secolo dall’ultima sfida

L’ultimo cambiamento importante a livello geopolitico è stato dopo la Seconda Guerra Mondiale: 75 anni fa. Ed ora molti accordi e situazioni si stanno smuovendo.
Sono passati anche 75 anni dall’ultima sfida mondiale che abbiamo attraversato come umanità. Perchè, a prescindere da quello che sta accadendo realmente, il Covid è stata la prima grande sfida mondiale da 75 anni che ha coinvolto il mondo in termini così rapidi e massicci.

Così Stati e nazioni si sono trovati e dover affrontare, anzi, smazzare un enorme faldone fatto di cooperazione, accordi e confronti vari. E gli scontri sono stati inevitabili: tensioni precedenti non hanno fatto altro che scoppiare al momento dell’attrito.
Proprio in un momento di enorme shock e crisi economica, la cooperazione è quello di cui abbiamo più bisogno. Ma sembra che ne siamo in carenza come la carta igienica durante il panico pre-lockdown dell’anno scorso. 

Cosa sta accadendo al mondo?

Il liberalismo, abbandonato da suo padre

Quello che ci aveva lasciato la Seconda Guerra Mondiale era un nuovo sistema politico chiamato liberalismo multilaterale. Significa un sistema politico basato sulla libertà della persona e sui mercati liberi, sulla cooperazione e le alleanze per dare voce anche a stati più piccoli. Ma oggi presenta molte crepe. Per molte ragioni:

1. Cina vs. U.S.A.

Negli ultimi anni è emersa un’altra grande superpotenza mondiale che ora sta facendo testa a testa con gli Stati Uniti. E a cui proprio gli Stati Uniti devono un sacco di soldi. Peccato che questo sistema politico si basa sulle alleanze proprio per evitare di fare guerre di potere (o fra superpotenze).

2. La crisi dell’Eurozona

Il centro di potere economico e politico dell’Europa occidentale sta avendo un attimo di crisi. Anche se alcune nazioni stanno cercando di mantenere alta la fede e il sentimento per l’Eurozona, l’euro e la politica, stanno avendo qualche difficoltà.

3. Il ritorno del populismo, socialismo, protezionismo e i neo-nazi

Alcuni movimenti politici tipici di una popolazione arrabbiata stanno arruolando e acquisendo seguaci in tutto il mondo, con varie sfumature. Un numero preoccupante di neo-nazi, soprattutto ragazzi giovani caucasi di estrema destra, sta nascendo negli U.S.A., con movimenti e atti criminali non da poco. 

Il populismo e il protezionismo colpiscono l’Europa, fra il Brexit e alcuni leader politici italiani. Le stesse rivolte per la protezione dei diritti umani hanno sovente preso pieghe spiacevoli da parte di entrambi i lati. Da non ignorare anche il periodo di Trump come presidente, ovviamente. E le varie rivolte di varie nature in tutto il mondo che hanno divampato come fuochi soprattutto in alcuni periodi.

4. Anche in Occidente è iniziata la censura

Se la Cina veniva criticata soprattutto dagli U.S.A. per la loro censura pesante verso i cittadini, ora sono proprio loro a iniziare a mettere in discussione alcuni principi del liberalismo. Ovviamente sta accadendo anche in Italia.
Ecco che alcuni principi come:

  • la libertà di stampa
  • il rispetto dei diritti umani
  • le elezioni eque e trasparenti

entrano in crisi anche in paesi politicamente maturi e considerati rispettabili.

5. Il militare fa di nuovo paura

Uno dei principi del liberalismo è proprio quello di limitare il potere politico in modo da evitare situazioni spiacevoli. E di evitare scontri di potere con sprechi di vite inutili o regimi dittatoriali da cui è impossibile uscire. Ma ultimamente venti di guerre, civili e non, e di scontri militari stanno aumentando. Oltre che minacce o video virali di abuso di potere da parte dell’ordine pubblico. Poi iniziano ad arrivare notizie di militari in sedi straniere, come sul confine del Canada o in Italia per aiutare la polizia italiana a far “rispettare le norme Covid” (a Vicenza). 

Tanti segnali sparsi ma preoccupanti? Meglio darci un’occhiata: l’allargamento del potere militare non è un buon segno in una società con alleanze stabili e pacifiche.

6. La media borghesia sta scomparendo

L’accentramento della ricchezza mondiale in pochi (dovuto anche al capitalismo sfrenato) è sempre segno di eliminazione della media borghesia. Il divario fra ricco e povero diventa sempre più ampio fino a segnare la fine di una società sana e bilanciata. E nascono i nuovi aristocratici decapitati dal popolo, perché il resto delle persone non avrà forse la ricchezza ma la forza e la determinazione sì.

Se la ricchezza è in mano di pochi la potenza fisica è sempre dei tanti (e troppi da sovrastare). Ne ho parlato anche l’altro giorno sul blog. Alcune cause:

  • stagnare degli stipendi
  • occidentalizzazione dell’economia globale
  • ineguaglianza crescente anche nei paesi principali
  • polarizzazione politica sempre più forte
  • concentrazione della ricchezza in pochi
  • mancanza di fede nella politica e nelle élite
  • violazione dei diritti umani 
  • gestione politica scarsa
  • incapacità a far fronte alle sfide delle nazioni
  • scandali e truffe in ambienti considerati sicuri

La risposta? Forse la troviamo girandoci verso Oriente

L’Asia guarda al futuro. E fa bene: le economie dell’Asia del Sud saranno (secondo predizioni) quelle che cresceranno più velocemente di tutte.
Inoltre in Asia abita la metà di tutta la media borghesia mondiale e produce il 50% del prodotto economico mondiale.

In più il suo essere “seconda” alla grande America le ha dato un vantaggio: vedere in anticipo le mosse politiche e non ripetere gli stessi errori.
Poi molte nazioni si sono guadagnate lodi dalla stampa come modelli mondiali di gestione del Covid, tranne per le Filippine e l’Indonesia (se non erro). 

Da Egemonia e Multipolarismo: ovvero?

Inoltre l’Asia, con la smossa da parte della Cina (e non solo) e la sua alleanza con altre nazioni, sta lentamente spostando l’equilibrio mondiale del potere. O dovrei dire monopolio
Il sistema politico in cui ci siamo trovati fino ad ora è un’egemonia: ovvero un sistema basato su un solo polo di potere. In questo caso gli U.S.A. con l’Eurozona a supporto.

Ma ora ci troviamo davanti a organizzazioni e alleanze mondiali appesantite, poco sentite e basate su economie e centri “vecchi”, in cui ancora alcuni stati non avevano economie così in crescita come oggi. Vedi alcune economie che stanno costruendo una nuova immagine di se stessi come l’India. 

Pensa che nelle Nazioni Unite nei membri stabili non c’è neanche la Germania o un rappresentante per l’Africa.

Così c’è bisogno di una rinfrescata. E il potere si va spostando, trasformandosi potenzialmente in un sistema Multipolare: ovvero in cui i centri di potere sono diffusi e collaborano fra di loro, più che da-a come una stazione centrale con le diramazioni.

Il punto è che il sistema che abbiamo oggi non sta più reggendo

Cosa nascerà dopo non lo sappiamo: cosa resisterà, cosa si evolverà, cosa verrà eliminato e cosa ci sarà di nuovo.
Ma possiamo osservare in modo oggettivo cosa sta succedendo nella nazione in cui viviamo. Cosa dicono i politici, che promettono e cosa mantengono. Cosa ci dicono amici e persone del settore in altri paesi e cosa dicono anche i quotidiani e i giornali principali della situazione.

Bisogna essere oggettivi e usare la testa per trarre le conclusioni, e non lasciarsi permeare dalla mentalità allarmista o a breve termine che sta minando anche la collaborazione fra gli stati stessi.
E quella, ovviamente, di manipolare la verità a propri scopi usando la scienza o di usare i social a mò di propaganda. 

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