Il titolo di questo post è volutamente calcato, perché mi serve per rendere esplicito e chiaro il concetto.
In questi giorni è successa una cosa straordinaria, che credo tutti abbiate notato, ossia l’Italia intera si è ritrovata unita, musicisti che organizzano flash mob per suonare alle finestre, un hashtag che unisce tutti i buoni e volenterosi cittadini che scelgono di restare a casa.
Insomma, il paese pare aver ritrovato un unità che non si vedeva da tanto tempo!
Ma come? Non eravamo abituati, fino a pochi giorni fa, a vedere scene come la signora di Ischia che insulta gli abitanti del nord che arrivano sulla sua isola?
Non eravamo abituati a vedere i giovani che in barba a qualsiasi indicazione brindavano al virus e non rinunciavano all’aperitivo?
Si…in effetti abbiamo visto anche quella situazione, e quindi cosa è successo?
Dobbiamo analizzare 2 scenari e 2 possibili ipotesi, alle quali anche io faccio fatica ad attribuire preferenze diverse.
La prima, quella che comunque, anche se a fatica, ritengo più logica, è che adesso, rispetto a prima, siamo tutti chiusi in casa, non solo i “nordici”.
Quindi adesso, da una situazione che riguardava solo alcune regioni Italiane, siamo passati ad una situazione di malessere diffuso, senza più nessuna regione che scampa a questo pandemia.
Questo è un principio antico che fa parte dell’essere umano, nel momento del bisogno si dimenticano le liti e gli screzi ma si cerca il gruppo, perché primordialmente siamo animali sociali, abbiamo bisogno del gruppo e abbiamo bisogno di sentirci parte di un gruppo, lo stesso concetto su cui si basa il senso di appartenenza.
Quindi, semplicemente, prima non c’erano ancora i presupposti per sentirsi tutti “sulla stessa barca”, ora si.
Il secondo scenario possibile, invece, è che l’Italia sia sempre unita, che gli Italiani siano sempre rispettosi del prossimo e parte di un gruppo più grande, ma semplicemente la stampa non porti sotto i riflettori notizie di questo tipo perché se non c’è una crisi in atto non fa notizia.
Questo scenario si incolla perfettamente a tutto quello che abbiamo visto nei giorni scorsi relativamente alle notizie.
In un periodo normale, parlare di Italiani uniti e di gesti di solidarietà, probabilmente, rende meno che in momenti difficili, come i terremoti, le pandemie e le grandi tragedie.
Giusto o sbagliato? Per me ne uno ne l’altro, questo è il mondo in cui viviamo, e non possiamo neanche delegare alla stampa e ai mezzi di comunicazione la nostra consapevolezza.
Siamo noi a dover far tesoro delle nostre esperienze e riuscire a tramandarle il più a lungo possibile, solo così, anche in futuro, la storia potrà insegnarci cose utili da applicare nella nostra vita.

Koan Bogiatto

Presidente e Co-Fondatore di Tribeke.
Formatore, autore di best-seller, imprenditore e speaker internazionale.
È il punto di riferimento di chi ha il coraggio di iniziare il cambiamento: aiuta gli imprenditori a creare una vita e un business libero dai vincoli nazionali.
Ha realizzato un’attività che gli permette di lavorare dove e quando vuole godendosi la vita con le persone che ama.

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