Flashback.
Sono in India presso la scuola di Care & Share a Vijayawada, di fronte a circa un centinaio di ragazzi indiani con un’età compresa tra i 13 e i 20 anni.
Sotto una ventola a grandi pale che cerca di lenire i quasi 40 gradi, chiedo a tutti di scrivere il loro sogno sul quaderno che hanno di fronte.

Vedo che nessuno muove un muscolo.
Il mio inglese non è perfetto, sicuramente, posso anche migliorare l’accento.
Comunque so parlare la lingua.
Quindi ripeto.
Nessun movimento, neanche un muscolo.
Mi ricordo di essermi trovato in panne.
Ad ogni lezione, ogni incontro formativo parte del programma di volontariato che abbiamo fatto con Tribeke in India per i bambini e i ragazzi salvati dalle strade, erano sempre stati reattivi, contenti e partecipativi.
Ora però erano immobili.
Vedo dal fondo della sala una mano che si solleva.
Un ragazzino che avrà avuto al massimo 14 anni mi chiede il permesso di parlare.
Io annuisco.
Lui si alza e mi dice “dan, io non sto scrivendo perché non so cosa scrivere”.
Io lo guardo e dico “nel senso che non hai un sogno in questo momento o non sei abituato a sognare?”
Lui mi guarda e mi dice “no, dan, sto aspettando che tu mi dica cosa devo sognare”
Dentro di me è crollato tutto, mi sono sentito completamente fuori asse.
Mi era sfuggito il fatto che oltre duecento anni di dominazione inglese con una struttura scolastica simile a quella italiana hanno creato un popolo che attende che qualcuno gli dica cosa devono pensare.
Non ci sarei mai arrivato.
Ovviamente gli inglesi non vanno tanto per il sottile con la dominazione mentre qui in Italia è stato creato un sistema all’americana dove si fa finta di portare avanti il concetto di libertà.
In quel momento specifico il passo per me fu quello di aiutarli a immaginare che avrebbero potuto sognare senza che io dicessi loro cosa dovevano sognare.
In una sola mattina si aprirono pensieri, sogni, immagini, idee, fantasie che mai avevano fatto nella loro vita.
Erano riusciti a liberare la loro mente.
Pensa a quanto può essere brutto che una persona quindi adatti il proprio sogno, riducendolo e modificandolo, per farlo stare in una scatola grigia o poco colorata.

Quando ha smesso di credere di poter realizzare quello che ha in testa, quello che sente nel cuore?
Semplice, sin da piccolo quando il condizionamento al ribasso ha aumentato la sua presa.
Ora guarda la tua vita attuale.
Corrisponde ai tuoi sogni più belli, più emozionanti e più colorati che tu abbia mai fatto?

Oppure è un adattamento che hai messo in piedi con fatica perché nonostante l’impegno e gli sforzi non sai come fare?
Oppure addirittura è totalmente lontano e diverso da quello che avevi immaginato per la tua esistenza?
Voglio che tu sappia oggi che se è così ti trovi nella stessa condizione di quel ragazzo indiano che ebbe il coraggio di alzare la mano.
Non è colpa tua, non ti manca niente come persona, non si tratta di avere il colpo di fortuna e nemmeno hai solo bisogno di tempo.
Si tratta di sapere quali sono le conoscenze errate per te e quali no, quali cose condizionano al ribasso la tua mente, come nutri il tuo corpo con il cibo che metti in tavola, quali sono le informazioni false, le emozioni negative, le scuole inadatte, le tasse e imposte ingiuste, le informazioni legali inesatte ,la falsa politica, i farmaci che ti danneggiano, le malattie inventate e molto altro ancora.
Una volta che conosci, una volta che inizi a sapere allora puoi veramente scegliere.
Puoi scegliere in libertà.
A quel ragazzo indiano e a tutta la classe non ho insegnato come dovevano sognare dicendogli che il sistema educativo inglese era sbagliato.

Non avrei fatto altro che dire loro di nuovo che una strada era quella corretta.

Sai cosa feci?
Feci una lezione in cui li portai con me in viaggio nel mondo incontrando diversi sistemi educativi.

Quello cinese, quello americano, quello italiano e molti altri ancora.

Gli stavo dando diverse vie di uscita, diversi modelli e poi furono loro a scegliere.

Alcuni creavano, altri prendevano spunto dai sogni delle altre persone.
Erano diventati ragazzi liberi in una sola mattina.

Io non ti proporrò mai un sistema come quello giusto piuttosto che uno che è sbagliato.
Ti farò vedere e toccare con mano i vari aspetti, ti darò conoscenze che le persone non hanno, e potrai verificarle tutte una per una.

Quindi sarai tu a scegliere quello che ritieni giusto o sbagliato per te.

Sei tu che decidi il tuo destino e che scegli le tue strade da uomo libero.

Semplicemente per poter scegliere devi conoscere l’esistenza di più strade.
Se credi che esista una cospirazione nei nostri confronti ricorda che è probabilmente un altro modo per attirare attenzione ed energia sviandola dai tuoi talenti e da quello che vuoi realizzare.
 

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