Vi ricordate il caso Sea Watch?

Ve lo riepilogo brevemente, una nave di una ONG raccoglie dei migranti in mare, dopo un tira e molla tra la comandante della nave e il governo si assiste all’entrata forzata in porto della nave che “sperona” una motovedetta della guardia di finanza che cercava di ostacolarne l’attracco.

A parte il modo in cui la stampa ha usato questo accadimento, giustamente per fare notizia, quello che stupisce è l’aggiornamento di oggi, dal quale si apprende che la Cassazione avrebbe definitivamente assolto la comandante della nave perché ha rispettato l’obbligo del soccorso in mare.

Ora leggendo potresti essere di chi pensa che ha fatto bene o di chi pensa “perchè sempre in Italia” “aiutiamoli a casa loro” ecc ecc ecc
Per quello che voglio dirti io non cambia assolutamente quale sia la tua idea, io sostengo sempre che alla fine per quanto noi possiamo urlare le nostre ragioni, chi ha la dovuta competenza accerterà se c’è stato o meno l’errore, e oggi il diritto positivo italiano si sta per esprimere.

Quello che mi interessa, invece, è come anche in questo caso, la percezione che possono farci avere di un episodio, può variare semplicemente in base a come e cosa viene detto.

È sufficiente un tono più acceso o un termine più forte per gettare tutto nel grande mazzo dell’invasione da parte degli immigrati.

Quante volte questo argomento è stato utilizzato a fini politici?

Neanche si contano, perché? Perché è sugli argomenti più spinosi che si muove il parere del popolo.

In vendita si chiama punto di dolore, ossia la tecnica di far provare un determinato bisogno all’interlocutore per poi fornirgli la soluzione, esattamente quello che fanno i politici.

Ma una volta al governo, quanti programmi sono stati mantenuti così com’erano stati proclamati?

Lascio a te la risposta.

Perché questo continua ad accadere?

Perché in realtà non ci interessa veramente l’onestà o la coerenza di una persona, se in ballo ci sono i nostri bisogni primari diventiamo TUTTI degli animali.

Animali votati solo alla sopravvivenza.

Quindi se con i flussi migratori riesco a stuzzicare bisogni come libertà, sicurezza e sanità ho fatto bingo, qualsiasi soluzione proposta in questo senso farà più effetto di un programma non mantenuto dopo, quando comunque sarà già iniziata un’altra campagna elettorale e quindi ci si misurerà, nuovamente sulle promesse.

Ma torniamo un attimo alla SeaWatch…e alla sua comandante Carola Rackete, tu la notizia l’aveva vista?

Probabilmente no, sai perché, perché non è più una notizia da prima pagina, per un semplice motivo, perché Carola Rackete rappresenta il fallimento di una strumentalizzazione usata tempo fa per fare promesse e proclami.

Oggi quelle promesse e quei proclami sono ancora utili?

No, sono successe talmente tante altre cose da poter sfruttare per dimostrare che esiste un problema, che la percezione delle persone si è spostata su altri argomenti.

E anche in questo caso, le persone saranno in grado di approfondire quello che gli viene detto o ci crederanno ciecamente?

La speranza è l’ultima a morire, la libertà, invece, è quasi sempre sull’altare sacrificale.

PS: Al di là della sentenza della cassazione, ricordi che lunedì terrò il Webinar?

E tu, ci sarai?

http://bit.ly/WebinarTribekeBlog

Link di riferimento post
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/02/20/rackete-ha-rispettato-dovere-di-soccorso_0558dc66-1f02-403e-b569-2e35e9aae944.html?fbclid=IwAR0wCuD8zjGe8fGHH3hEDeBFeFLLnNGTK3V50alV2P3eTZi2b8OOKKvxOzs

Koan Bogiatto

Presidente e Co-Fondatore di Tribeke.
Formatore, autore di best-seller, imprenditore e speaker internazionale.
È il punto di riferimento di chi ha il coraggio di iniziare il cambiamento: aiuta gli imprenditori a creare una vita e un business libero dai vincoli nazionali.
Ha realizzato un’attività che gli permette di lavorare dove e quando vuole godendosi la vita con le persone che ama.

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