In una delle dirette di queste mattine su Radio Freedom (tutte le mattine dalle 8 alle 8.30 sul nostro gruppo Telegram) ho ricordato che molti imprenditori, anzi, la maggior parte, pensano ogni giorno ad incrementare il fatturato e tralasciano la conoscenza approfondita della parte fiscale.

Come mai?

Il cervello rettile di ogni persona punta alla sopravvivenza– sempre: il suo compito è quello, appunto, di sopravvivere per più tempo possibile.
Questo poi si espande nel business perché il denaro = potere, e il potere = sopravvivenza.
Tutta l’attenzione è dedicata a farne entrare il più possibile, in ogni momento.

Non è a Dr. Cobretti (come lo chiamo io affettuosamente) ad essere rivolta questa mail, oggi. Può riposare tranquillamente. Voglio parlare con la parte del cervello che ragiona pensando a preservare il patrimonio che abbiamo, visto che abbiamo il controllo di ciò che abbiamo incassato. Tutto quello che non abbiamo incassato è per la maggior parte fuori controllo e nelle tasche di altre persone.

Oggi voglio parlare con la tua Neocorteccia (che per ora non ha un soprannome) e invitarla a discutere di argomenti stuzzicanti. Lei è preposta a ragionare, analizzare e prendere decisione avvedute (sagge) e intelligenti per il medio-lungo termine.


Analizziamo un fatto:

Immagina un imprenditore che fattura 1 milione di euro.
Immagina che questo imprenditore ha un imponibile di €200.000.

Immagina che versa il 50% di imposte (nel suo totale): sono ben €100.000.

Immagina invece di poter ridurre le sue imposte, legalmente, al 30%.

Questo imprenditore fortunato si troverebbe la bellezza di €40.000 in tasca senza aver fatto nulla di più di quello che già stava facendo.

Ora attenzione! Alcuni dei tuoi pensieri potrebbero dire cose come: 

  • “è sicuramente illegale, o simile” 
  • “è troppo difficile”.
  • devi andare all’estero, ma io non voglio farlo” 
  • “in Italia è impossibile”
  •  “ci pensa il mio commercialista, che sta già facendo il possibile”.

Sappi d’ora in poi che sono tutte false credenze.
Oggi prendo in oggetto un passaggio semplice che puoi fare in Italia e da dove sei seduto ora. 

Dividi le società di persone da quelle di capitale

Banna immediatamente le società di persone, a meno che il tuo fatturato sia inferiore a qualche decina di migliaia di euro. Punta subito alle società di capitale.

Ne parlo approfonditamente nel mio videocorso che è appena stato caricato dentro l’area abbonati di Freedom (puoi vedere i primi minuti qui). Se ti interessa puoi abbonarti a Freedom e avere accesso immediato sia a questo contenuto che a tutto quello che è incluso nell’abbonamento. 

Lascia gli utili nella società con una SRL

Oggi ti faccio vedere cosa puoi fare con una semplice SRL e nello specifico con una delle tante metodologie che insegno ai nostri imprenditori.

Prima di tutto devi sapere che la maggior parte degli imprenditori commette tutti gli errori possibili (me compreso! ho aperto società di tutti i tipi in passato) dettati dalla non conoscenza, e arriva a pagare circa il 70% sul reddito prodotto. Il 70%!

Ora supponiamo che tu non sia assunto dalla tua Srl e quindi che tu non percepisca uno stipendio da dipendente (come in parte ti consiglio di non fare).

Lasciando i dividendi nelle società eviti di pagare il 26% delle ritenuta sui dividendi distribuiti. A questo punto potresti, giustamente, obiettare con: “ma come, Koan, io ci vivo e mantengo la mia famiglia con quel denaro: come faccio se non prendo i dividendi?”
Ovviamente le big company non hanno questo problema e procedono con quello che tecnicamente è un autofinanziamento.

Immaginiamo una probabile Srl a conduzione famigliare per rispondere a questa domanda. Due soci, marito e moglie. Maria e Giuseppe, al secolo Situazione standard con €100.000 di utile di esercizio ante imposte (non poco, detto tra me e te).

La coppia si sente entusiasta: si vede mettere in tasca un bel centomila dopo un duro anno di lavoro. Si presentano dal commercialista pronti a fargli firmare le carte e preparare il versamento. Giuseppe e Maria escono in lacrime dallo studio.

Dopo un anno di durissimi sacrifici, notti insonni, di sogni a volte infranti e di grandi emozioni per le vendite andate a buon fine si portano a casa €14.667. Diviso 12 mesi sono €1223,08 al mese. Il foglietto dei conteggi che tengono in mano gronda di sangue del loro sacrificio.

Tassazione sulla SRL: IRES 24% = € 24.000 + IRAP 3.9% = € 3.900
Tassazione sui soci: Contributi INPS sui soci: (24% su 50.000) = € 12.800 + Tassazione sul dividendo (dividendo pari a 72.100 * 50% * 26%) = € 9.373

In fondo, Maria dice a Giuseppe: “dai, ci siamo portati a casa uno stipendio a testa, possiamo essere felici! “. Squilla il telefonino:è il Dott. Strambazzi, il commercialista. Si scusa, ma nel foglietto del riepilogo si era dimenticato di inserire l’Inps. Si tratta dal 24% del reddito, pro-capite. Maria guarda Giuseppe: si stanno portando a casa €6025 a testa che, diviso per dodici mesi, sono €502,08 a testa. Domestica e baby sitter che nel pomeriggio devono licenziare poiché non se le possono permettere.

Purtroppo Maria e Giuseppe rappresentano la maggioranza degli imprenditori italiani vessati ogni giorno da uno stato folle! Ma Maria e Giuseppe un giorno si iscrivono a questa newsletter e leggono quello che tu stai leggendo in questo momento.

Fai appello alla trasparenza fiscale

La trasparenza fiscale è un regime che trasforma la tassazione proporzionale in una tassazione progressiva per scaglioni. Devi solo leggere i requisiti dell’art. 115 e 116 del TUIR. La tassazione potrebbe sembrare non perfetta perché l’aliquota Irpeg parte dal 23% e sale sino al 43%.

Ma se sei una Srl a conduzione famigliare non avrai certo un fatturato di decine di milioni di euro, quindi: 

  • per redditi imponibili non elevati guadagni subito molti benefici
  • puoi ottimizzare la contribuzione Inps a carico dei soci
  • facendo tutto questo può diventare un bonus fiscale deducibile dal reddito

Applichi la trasparenza fiscale!

Irap 3,9% = €3900
Contributi INPS sui soci: (24% su 50.000) = €12.000

  • Il reddito societario viene imputato pro quota a ciascun socio
  • Il socio tassa ad IRPEF il 50% del reddito societario, scontando i contributi INPS pagati
  • l reddito imponibile è di €50.000 per socio, che deduce la quota di contributi INPS pagata nell’anno di 12.000
  • Ogni socio paga IRPEF per €10.191

Ora Maria e Giuseppe si portano a casa €25.859 a testa.
Grazie a questa mail senza fare niente di più come fatturato, marketing, ore di lavoro, idee innovative, ads o altro ancora sono passati da €12.050 in due a €51.718.


Una bella mail da €39.668 che a te non è costata nulla.
Come sempre la differenza la fa la conoscenza giusta.
Se ti interessa approfondire l’argomento puoi partecipare al nostro webinar omaggio che tengo il 5 Maggio 2021 dalle 21 alle 22 sul tema: “Crea, proteggi ed investi il tuo patrimonio”.

Che esperienze hai avuto personalmente? Cosa ne pensi del sistema fiscale italiano?

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