Molte volte sorrido in maniera amara nel vedere le persone in generale, anche a volte alcuni Tribeker, mancare appuntamenti importanti con il “destino”.

Appuntamenti che non si presenteranno più e che svaniranno per sempre dalla loro esistenza.

Forse non hai mai sentito parlare del “ciclo dell’eroe” ben descritto da Campbell negli anni 50 o forse ne hai sentito parlare ma non lo hai approfondito. (o forse ancora ne sei esperto!).

Il ciclo dell’eroe è un modo per spiegare in maniera comprensibile a tutti come funzionano i cicli di vita di ogni persona.


Fasi chiare, riconoscibili e specifiche che, se mancate, gettano la vita stessa della persona in situazioni gravi, dannose e potenzialmente distruttive.

E, fidati, è bene conoscerle perché prima che tu possa sentire con il cuore o avvertire con l’intuito che il destino ti sta chiamando, potresti creare grossi danni a te e alle persone che ami.

Un Tribeker deve conoscere a memoria il ciclo dell’eroe altrimenti diventa quasi impossibile creare la vita che si vuole, dove si vuole, anzi, si rischia di tornare a creare una vita del tutto contraria a ciò che si desidera e pure peggio.

Le fasi sono dodici, nello specifico, e oggi te ne voglio raccontare quattro.

La prima fase è il mondo ordinario.
Il mondo in cui quello che stai facendo si manifesta sempre nello stesso modo, negli stessi tempi e con le stesse persone.

Una vita, bella o brutta che sia, che si ripete come un programma già visto.


La fase due è quella in cui, mentre vivi la vita ordinaria, incontri o si manifesta qualcosa di nuovo.


Qualcuno ti spinge a partecipare ad un evento particolare, leggi un libro che ti colpisce, vedi un film che ti incuriosisce, una persona ti dice qualcosa di totalmente diverso da quello in cui credi.

La fase tre è quella del rifiuto.

L’informazione che hai ricevuto, la persona che ti ha parlato, il luogo in cui ti dovevi recare.

Niente ti schioda, rifiuti e critichi tutto e tutti. 
Anzi, sei convinto di avere ragione e rimani sulle tue posizioni.

Sino a quando, per confermarti che hai ragione, oppure per noia, oppure ancora per toglierti di torno chi ti sta rompendo le scatole, decidi di andarci a fondo.

Fase quattro, l’incontro con il mentore.

È il momento in cui incontri una persona speciale che magari è proprio quella che ha scritto il libro, che ha fondato una teoria, oppure che ha costruito quello che stai sperimentando, oppure che vive la vita che vorresti vivere.

L’incontro con il mentore è l’incontro con il destino.

Vediamo come mai.

Il mentore non si limiterà ad incontrarti.
Se lo interpelli risponderà e parlerà.

Non solo, ma ti spingerà a fare qualcosa che non hai mai fatto, a prendere una decisione importante e a buttarti in un’area di disagio o di pericolo.

Il mentore rappresenta la chiamata del destino.

Ora, vediamo cosa succede se la persona si tira indietro nella fase quattro dopo l’incontro con il mentore.

Tornerà nella vita di prima?

Assolutamente no!

Tutto andrà meglio?

Per niente!

Si dimenticherà di essere arrivata a tal punto?

Magari, se sbattesse la testa sarebbe meglio.



Quello che accadrà sarà il peggio del peggio.

Le cose andranno sempre più male e le problematiche diventeranno sempre più gravi.

La persona cercherà di tamponare ma così facendo non farà altro che peggiorare il tutto.

In un mondo, quello saggio, tornerà (se ci riuscirà) dal mentore e seguirà quello che gli è stato indicato.

In un altro mondo, invece, continuerà a rotolare in basso, sempre peggio, cercando i colpevoli ed arrivando ad odiare il mentore stesso adducendo frasi quali “ma io non avevo cercato quello e questo” oppure “ma io non sono mica obbligato a fare questo piuttosto che quello” oppure ancora “ma in fondo va bene così”.

Ora, ovviamente, potresti pensare “come faccio a distinguere un mentore da un buffone?”

Domanda intelligente, molto intelligente.

Diversamente ti butteresti sotto il treno solo perché una persona ti ha detto che “dovresti farlo” e sarebbe solo una follia.

Ora ti aiuto a riconoscere un mentore.

Di solito lo incontri per risolvere quello che credi essere il tuo problema.

Quello che succede invece è che il mentore ti aiuta a vedere i reali problemi, che tu hai e che sai di avere, e ti spinge a risolvere proprio quegli aspetti di cui il mentore stesso ne è esempio.

Questo è di solito accompagnato da scelte o decisioni che modificano totalmente la tua vita e che tu senti giuste ma che hai terribilmente paura di mettere in campo.


Ricorda, la paura è il sentiero del lato oscuro.

Molto oscuro.

Altro non posso dirti via email perché è un argomento complesso.

L’augurio che ti faccio è di farti trovare pronto quando e se incontrerai un mentore perché diversamente rovinerai tutta la tua vita.

A volte l’ignoranza è un bene.

Per Jenny e me è notevolmente emozionante farsi trovare pronti all’incontro con il destino.


E, ricorda, la paura è positiva se si accompagna al coraggio.

La vita dei tuoi sogni ti sta chiamando e la svolta sarà forte, più di quello che puoi immaginare.

Koan Bogiatto

Presidente e Co-Fondatore di Tribeke.
Formatore, autore di best-seller, imprenditore e speaker internazionale.
È il punto di riferimento di chi ha il coraggio di iniziare il cambiamento: aiuta gli imprenditori a creare una vita e un business libero dai vincoli nazionali.
Ha realizzato un’attività che gli permette di lavorare dove e quando vuole godendosi la vita con le persone che ama.

View all posts