C’è una tecnica usata dagli haters che li accomuna al più comune “ignorante” (in senso letterale colui che ignora, in questo caso ciò di cui si parla).

“La squalificazione delle fonte”.
In questo caso la fonte sono io, quindi i miei post, e gli haters o in generale chi non sa nulla di quello di cui si parla, mi dicono cose tipo: “un altro complottista”, “tanto tutto quello che dici è una fesseria”, “sono cose assurde che ti inventi, quindi non ti sto neanche più ad ascoltare” e così via.

Ovviamente ho omesso i commenti più succosi, quelli che, come al solito, sono adornati di genitali e termini di bassa leva, che fanno ridere in bocca a Fantozzi e fanno piangere in bocca a uno che non sa neanche di cosa si sta parlando e soprattutto non si sa neanche perché se la prende così tanto.

Ma torniamo a noi, perché qui è interessante capire che cosa accade nella testa dell’hater che agisce in questo modo.
Ho sempre apprezzato chi critica quello che scrivo apportando dati oggettivi, fatti, documenti e spunti storici che spieghino da dove deriva la sua presa di posizione.

È un confronto stimolante, accrescitivo e spesso anche in grado di farmi parzialmente o totalmente cambiare idea, perché credo che solo gli stupidi non cambino mai idea!

Ma cosa può rispondere la persona che, non conoscendo l’argomento di cui si parla, non ha argomenti di cui dibattere?
Mette in atto la “squalificazione della fonte”, ossia dice qualcosa in grado di compromettere il valore di qualsiasi cosa tu dica, indipendentemente da cosa dici.

È come dire a un ragazzo più giovane (chissà quante volte è capitato anche a te quando eri più piccolo) “guarda, lascia stare, tanto sei piccolo, quando crescerai capirai”.

Da quel momento, qualsiasi cosa dirò non avrà valore perché “sono piccolo”.
Una volta si attribuiva a qualcuno la qualità di essere “pazzo” e quello finiva in manicomio, oggi è più o meno lo stesso, solo che al posto del manicomio c’è “l’isolamento da social network”, perché gli haters sono come animali assetati che si ritrovano insieme alla fonte, fanno squadra, e tu ti ritrovi all’angolo, assalito da una banda di ragazzacci arrabbiati, e tu ancora ti chiedi come mai, che è più probabile che muoiano di ictus piuttosto che aprirsi ad idee diverse dalla loro.

Ovviamente dietro a un atteggiamento del genere c’è tanta superficialità e insicurezza. Ricordatevi che quando qualcuno vi risponde in questo modo si sta rendendo conto di non poter fronteggiare con gli argomenti chi ha di fronte, anche se virtualmente, e guai a proseguire la discussione con lui, vi “trascinerebbe al suo livello e vi batterebbe con l’esperienza”, per citare quello che, Oscar Wilde, diceva degli idioti 😊

Questo, ancora una volta, a dimostrazione del fatto che gli haters sono persone da amare, a cui voler bene e da accompagnare nel lungo percorso di istruzione e formazione che, forse, un giorno li libererà dalla schiavitù che li lega ad argomentazioni monotone, iraconde e superficiali.

Ti è mai capitato di riconoscere questo atteggiamento?

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