Due trecce bionde e nessun sorriso sono l’iconico stile della neo-eroina ambientalista, una ragazzina di 16 anni di nome Greta Thunberg.

C’è chi denuncia i genitori di abuso per averla mandata su una barca per due settimane senza elettricità (perché avendo la sindrome di Asperger ed essendo minorenne allora la considerano come una specie di ragazza incapace di intendere e volere).

C’è chi invece passa le proprie giornate creando post di odio e di rabbia verso di lei, i troll che la invocano come una sciagurata e la prendono in giro dal vestire al parlare.

Ma dove siamo finiti?

Scuoto la testa mentre vedo persone di 30,40, 50 anni che passano le loro giornate a scatenare odio verso una ragazza di 16 anni e mi viene da piangere.

Che lei sia un fenomeno “vero” o “falso”- la situazione preoccupante è la reazione delle persone.

Forse potrebbe essere tutta controllata o architettata, ma anche chi denuncia alla “bufala” che cosa sta facendo per cambiare le cose?
Alla fine di questo sai chi ci guadagna?
Le multinazionali.

Ridono e sogghignano sulla povera Greta e sulle persone che credono di aver preso il pesce giusto da fare alla griglia.
E intanto, che lei sia vera oppure no, loro vanno avanti a creare il loro monopolio eliminando concorrenze, piccole aziende, lavoratori indipendenti e quant’altro.

Di conseguenza creando grossi problemi per il posto in cui viviamo.
Di conseguenza creando un sistema insostenibile e destinato probabilmente se non alla distruzione allora al degrado totale di tutto ciò che conosciamo oggi.

E pensare che le persone vogliono manifestare e fare bei cartelloni, amare Greta Thunberg e poi non sono disposti, per dire una cosa, a mangiare una volta meno carne alla settimana (e quindi riducendo realmente il loro impatto, se è ciò che gli importa) perché “non è quello che conta, sto facendo del mio meglio, non posso essere perfetto, allora se guardi questo posso anche dire che è la stessa storia per…”
E un altro sacco di chiacchiere.

Mentre dall’altra parte ci sono quelli che passano le loro giornate criticando una ragazza di 16 anni mentre la loro vita va in pezzi e ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi come, che la ragazza ti piaccia oppure no, che le multinazionali ti stanno fregando sotto il naso.

Mentre uno si scaraventa a difenderla sui social con cuoricini e bacini e l’altro invoca odio verso le treccine, nel frattempo ogni anno muoiono milioni di persone a causa degli effetti delle multinazionali da cui entrambi comprano dalle scarpe ai rossetti: dal lavoro minorile, all’inquinamento fino alla distruzione delle piccole aziende anche in Italia che toccano tutti noi.

E poi le persone si chiedono come mai non riescono ad ottenere alcuni risultati.

Si chiedono come mai non riescono a vivere la vita che desiderano, come mai non riescono ad ottenere i risultati che vorrebbero ottenere o perché continuano a svegliarsi in un luogo dove non vorrebbero vivere.

Certo, è perché passano il loro tempo a prendere opinioni futili, gridare di rabbia o di supporto, per poi continuare la loro vita come niente fosse.
Per questo io credo che questo dibattito sia inutile: quali sono le cose importanti secondo te?

Per questo nel gruppo Tribeker ogni giorno lavoriamo sul comprendere quali sono le vere notizie e cosa invece è futile.

Per cambiare realmente la situazione, cosa dovrebbero fare le persone?
Tu cosa ne pensi?

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