spilla voto

Quest’ultimo periodo in Florida è stato molto frenetico, e – anche se ci siamo sentiti tutti i giorni sul gruppo Telegram e negli ultimi webinar/workshop sul TRBK – qua ci siamo sentiti un po’ meno.

Oggi riprendiamo contatto parlando di alcune riflessioni fatte sul territorio, in una nazione che di politica ne ha viste molte, e che – nonostante gli accadimenti – rimane davvero la terra della libertà.

Non è perfetta, come nessuna nazione, ha solo molta più copertura da parte dei media internazionali. Ma è ancora libera, vasta e piena di opportunità, anche in un momento dove la politica sta soffrendo molto, perché offre altre evoluzioni della libertà in paesi dove invece si rimarrebbe incastrati.

Ho riflettuto quindi sulla democrazia e di come forse è in declino in politica, ma è in crescita nel resto dei settori. 

Inizieremo parlando di cosa significa, visto che parole come “amore” o “felicità” che hanno significati ampi spesso vengono riempite di tutto e di più e si perde la concretezza che ci può aiutare quando dobbiamo prendere decisioni importanti per la nostra vita.

Poi la prossima volta continueremo il discorso parlando di tutti quei settori che invece si stanno evolvendo in modo democratico, e di come potrebbe essere il futuro.

Una buona conoscenza politica salva sempre la vita ed è alla base di una vita da cittadini internazionali.

La democrazia è forse in declino?

La politica, in questi ultimi anni, ha subito alcuni brutti colpi.
Non che sia mai stata perfetta, e vuoi che anche i social media abbiano la loro, con la diffusione di mille fake news o il fatto che semplicemente ora possiamo (apparentemente) sapere e discutere di tutto e di tutti. 

Ma forse è anche per questo che ha subito alcuni brutti colpi: ora esistono piattaforme dove è più semplice conoscere e discutere di un tempo.

Della qualità dei contenuti e della discussione, questo non ne parliamo ancora.

Ma torniamo ai brutti colpi. 

L’Italia sta mostrando il peggio di sé politicamente da molti anni, la sfiducia verso la democrazia è aumentata soprattutto con le ultime generazioni e la crepa tra fazioni politiche negli Stati Uniti si è fatta più profonda, soprattutto con le ultime presidenze. 

Le reazioni miste alle restrizioni hanno portato a dissensi e battibecchi globali, e già prima delle restrizioni il 2019 veniva chiamato “l’anno delle manifestazioni”.


Tempo fa abbiamo parlato di come era in declino, e di come la politica oggi compete con le multinazionali più che con altri partiti.

Certo, nulla è perfetto, e sicuramente neanche la politica lo è o dovrebbe mai esserlo – ma questi non sono problemi sporadici. 

Sono difficoltà radicate che porteranno a cambiamenti radicali.

Ma saranno cambiamenti in procinto di colpirci come uno tsunami o che ci cambieranno lentamente come l’erosione delle rocce del vento?
Forse entrambi. 

Ad esempio c’è un grande cambiamento, secondo me, che sta rivoluzionando in modo progressivo il modo di vivere e come sarà il futuro.

Un cambiamento che si può notare nei grandi cambiamenti come società che caratterizzano questo periodo storico.

Ad esempio evoluzioni e cambiamenti di cui parleremo la prossima volta come:

  • De-Fi 
  • Nascita costante di nuove terminologie/slang
  • Piattaforme streaming 
  • Social media
  • Criptovalute

Partiamo prendendo in esame la parola democrazia.
Perché spesso e volentieri sono proprio le parole con significati complessi a fare da contenitore per i cambiamenti: ognuno le riempie con ciò che desidera.

Democrazia: forma di governo o sovranità popolare?

Facciamo che fare copia e incolla delle 2 accezioni che ci interessano fornite da Oxford Languages, che appare come prima quando digiti su Google:

1. Forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti.

2. Struttura ideale di governo di una società che si fonda sul principio della sovranità popolare, sulla garanzia delle libertà e su di una concezione egualitaria dei diritti civili, politici e sociali dei cittadini.

Nell’accezione tradizionale politica di democrazia, si tratta di un governo dove le persone eleggono i rappresentanti.

Questo è quello che – apparentemente – alcune democrazie sostengono di fare. E sarebbe un problema, ma è il più piccolo fra i tanti, è una conseguenza.

Perché, per valore ed etica, il cuore della democrazia è un altro.
E lo vediamo nella democratizzazione dei servizi di cui parleremo.

Il nocciolo del discorso

ll cuore della democrazia non è una forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, ma piuttosto, come dicono le parole, una struttura ideale di governo di una società che si fonda sul principio della sovranità popolare

La differenza è sottile, ma la prima è una questione di potere e di popolo e di forma di governo come principali, la seconda si basa su una società fondata sulla sovranità popolare, che poi diventa una struttura di governo. 

Nella seconda si parla di valori, come garanzia delle libertà e concezione egualitaria dei diritti civili, politici e sociali dei cittadini.

Nella prima parte si parla solo di potere, di una lotta fra governatori e governati, concetto che ha portato a molte rivoluzioni, nel bene e nel male.

Un problema più ampio

Se la vediamo sotto questo punto di vista capiamo come mai la democrazia, politicamente parlando, è ancora più in declino rispetto a se la vediamo solo con il filtro della prima definizione.

Il problema non è che i rappresentanti vengono o non vengono liberamente eletti, ma che la società non ha più creato un governo democratico.

Questo perché non si fonda più sul principio di sovranità popolare. 

In poche parole, non è più un discorso di chi viene eletto da chi e fa cosa, ma della sovranità stessa del popolo nella politica.
Della libertà, dei diritti e delle opportunità.

Quello che c’è di peggio, è che per una dinamica di convergenza naturale delle masse, quindi di un alto numero di persone, la democrazia è stata sporcata da un’ immagine in cui è meglio che non sia il popolo a decidere perché tenderà a prendere decisioni stupide.

Il che è, ovviamente, tendenzialmente vero: tante persone insieme faranno decisioni simili e quindi tendenzialmente meno ponderate di un individuo.

Ma questo non le rende meno degne di avere libertà individuali.
Perché tutti prendiamo decisioni come individui e come masse, in modo attivo e inattivo.

Infatti qua non si parla di democrazia come svalutazione di potere alle persone che governano se si trattano di persone colte, sagge e in grado di governare bene. Questo sarebbe parlare di forma di governo, e non di struttura della società.

Purtroppo però, la forma di governo è anche la primaria accezione della parola democrazia.

Questo crea un dibattito sterile che pone su piani diversi un discorso universale: tutti vogliono avere le proprie libertà garantite, chi è così folle da non volerle?

Volerle garantite per sé significa volerle garantite per tutti.

Ed è questo il cuore della democrazia non come struttura di governo ma struttura di società. Ma visto che la parola democrazia contiene le parole “potere al popolo”, la storia e la concezione sociale hanno messo in secondo piano questo aspetto sottile.

Di oscuro, di rivoluzionario, a volte sanguinolento, di “contro”: un conto è avere libertà, un conto è saper governare (la politica è una carriera di tutto fatto).

Poi, su come si sale al potere possiamo fare un altro discorso.

Se non è la politica, sarà la società

La politica non funziona? Non muore il desiderio di libertà.
Come dice lo studioso della teoria del caos Ian Malcom in Jurassic Park:

“la vita trova sempre una via.”

Ed è per questo che, se la democrazia (quindi la necessità di ognuno di avere le proprie libertà garantite) non trova spazio nella politica, costruirà un altra via.

Il che forse potrebbe portare la democrazia al suo stato ideale: cioè la creazione di una società che si fonda su dei valori come la libertà, ma questo non è assicurato. 

Potrebbe rovesciare i governi per come li conosciamo, dare il controllo a CEO inesperti in politica, far mancare una figura di riferimento, portare all’isolamento, alla felicità, alla distruzione. Il futuro non è mai 100% sicuro.

Quello che sappiamo però è che molte sono nuove possibilità di libertà, sono responsabilità più grandi che possono farci evolvere come società o farci regredire.

Questo è quello di cui parleremo prossimamente, ora che abbiamo smontato un po’ la parola democrazia e siamo entrati più in profondità di alcune dinamiche sociali.

Intanto ci lasciamo con queste riflessioni: che tipo di struttura di società ha creato il paese in cui vivi ora?

È foriero di libertà e felicità, a prescindere dall’etichetta politica della forma di governo che dicono di essere?

Ci sono più di 197 nazioni là fuori!

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